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Calcio

Sospiro Juve ma i guai restano

Problema ribadito dal pari faticoso. Ok le due punte. E il Cagliari mai così bene dai tempi di Riva

Juventus Kolo Muani jubilates with his after scoring the goal (1-1) during Italian Serie A soccer match Cagliari calcio vs Juventus FC at the Unipol Domus in Cagliari, Italy, 11 October 2026 ANSA/FABIO MURRU

Le ha provate tutte, la Signora in rosa. Che a Cagliari ultimamente non si trova troppo bene: battuta lo scorso anno («quando non avevano meritato», aveva detto Spalletti alla vigilia) e fermata anche ieri. Risultato: la Juventus non trova i tre punti che l’avrebbero issata al quarto posto, oggi occupato dalla stessa squadra di Pisacane che ringrazia Maldini, arrivato al quarto gol di fila in campionato nel giorno del suo venticinquesimo compleanno.

La Juve di quest’anno rischia comunque di somigliare sempre più a quella dell’anno scorso: magari con il pallino del gioco in mano, ma raramente pericolosa e con un’anemia da gol che potrebbe tarparne le ali verso l’altissima classifica. Insomma: se l’Inter ha segnato 18 reti in sei partite, i bianconeri sono fermi a 9 e non ci sarebbe nemmeno da aggiungere altro. Se non che questa difficoltà a trovare la via della rete si riverbera inevitabilmente sulla classifica: 11 punti in 6 gare sono bilancio appena sufficiente, da migliorare e anche in fretta. Ieri, appunto, Spalletti le ha provate tutte: Kolo Muani centravanti dal primo minuto, poi affiancato da Nico Gonzalez dopo mezzora. Quindi, a inizio ripresa, dentro Alajbegovic e Zhegrova per Conceicao e McKennie, infine anche Woltemade con la formula del doppio centravanti: grazie alla presenza del tedescone di quasi due metri, il francese ha avuto modo di trovare il primo gol del suo campionato sfruttando un’area di rigore finalmente riempita anche dall’ingombro del suo compagno di reparto. E il francese avrebbe anche potuto raddoppiare, se la traversa non ne avesse respinto il colpo di testa da distanza ravvicinata. Insomma: in una serata che la Signora avrebbe voluto terminare in altro modo, Spalletti (espulso a fine gara) potrebbe avere avuto l’illuminazione giusta. E la formula, tenuto conto che le scintille più abbaglianti sono arrivate da Zhegrova (riemerso dal nulla, dopo essere stato sul mercato per tutta l’estate), pare essere quella del doppio attaccante centrale: almeno a livello quantitativo potrebbe funzionare, pur se la qualità latita.

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