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Calcio

Spalletti contro Allegri, 90 minuti senza scappatoie

La Juventus festeggia 129 anni, ma allo Stadium c’è poco da sorridere: contro il Napoli servono punti, orgoglio e una svolta. Il momento delle risposte è arrivato anche per i due allenatori

Allegri Spalletti Juventus Napoli
Allegri Spalletti Juventus Napoli

Nove partite giocate finora: Juventus e Napoli, avversarie stasera, affrontano la decima giornata con tre punti in classifica meno del Frosinone. Con tutto il rispetto per i ciociari, pare un mondo alla rovescia e magari lo è. Risultato: il match che andrà in scena allo Stadium spedirà dritto all’inferno (calcistico) chi ne uscirà sconfitto, restituirà un po’ di ossigeno a chi vincerà mentre, in caso di pareggio, scontenterà probabilmente entrambi. Sarà insomma uno Juve-Napoli pieno di tensione e paure sia di qua che di là nel giorno in cui la Signora compie 129 anni: Spalletti si gioca in pratica la panchina, Allegri (squalificato, quindi in tribuna) magari no ma De Laurentiis è

sempre capace di tutto. «La sola strada che porta a vincere le partite è quella di avere più voglia», ha sentenziato il tecnico bianconero, andando oltre lacune tecniche e di organico apparse finora evidenti a chiunque. «Danno la Juve per morta, ma la Juventus difficilmente muore è il parere di Allegri, che a Torino ha vinto cinque scudetti di fila -. In questi momenti si compattano, per noi sarà molto difficile». Scappatoie però non ce ne sono, per nessuno: i bianconeri sono in ritiro da due giorni («quando le cose vanno bene, può appesantire ancora Spalletti ma quando non funzionano può essere utile»), il Napoli arriva dalla vittoria di Monza ma non può certo dirsi sereno. «Vogliamo rimettere

la Juventus in carreggiata Spalletti dixit -. Ho già vissuto momenti come questo e non ho bisogno di niente».

Inutile affannarsi su moduli (3-5-2 con il doppio centravanti o Kolo Muani con Boga e Zhegrova ai lati?), servono appunto voglia e capacità di reazione. «Bisogna stare molto zitti e lavorare la chiosa di Allegri - ma ora ancora di più perché siamo indietro in classifica». Palla al centro, allora: dimenticando per novanta minuti il passato, perché l’oggi è davvero troppo importante. Per entrambe le squadre e per i rispettivi allenatori.

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