Glielo dicono pure bello e chiaro: «In tanti anni non abbiamo mai visto Gasperini esultare per un pareggio». Lui sorride: «La scorsa stagione in 10 col Como avevamo perso. Abbiamo fatto progressi». E dunque quando meno te lo aspetti spunta il primo 0-0 del campionato: erano le anti-Inter, però dopo 30 minuti di tentativi non è più successo molto. «Ci siamo impediti a vicenda di giocare»: praticamente un’eresia.
Ci sono scusanti per questo pareggio imprevedibile. Per esempio un fallo di Wesley su Diao lanciato a rete allo scadere del primo tempo, uno di quei contatti che fino a un po’ di tempo fa sarebbe stata espulsione. Fabbri (uno che anche quando fischia bene sembra che abbia arbitrato male) ha sorvolato, finendo per ammonire l’attaccante lariano per proteste. «Per me quello era più rosso di quello dato a Malen» ammette perfino Fabregas. E di certo c’è che quando la punta della Roma finisce in gattabuia per la folle entrata da karaté su Kaiki uno dei migliori, peraltro ci sarebbe un fallo precedente sull’olandese. Ma come si fa a recriminare?
Insomma: in questa mezza delusione c’è comunque qualcuno contento, ma è un portiere. Gollini è tornato in porta dopo 6 mesi per l’infortunio di Svilar, ed è rimasto indenne anche grazie a uscite puntuali e a un paio di parate da applausi. Poi ci sono i due allenatori, con qualche distinguo: «Il fatto di non aver subito in 10 dimostra lo spirito di squadra» ribadisce il Gasp; mentre Fabregas cita una personalissima statistica: «È la miglior partita che abbiamo giocato contro di lui». Ci si aspettava in realtà qualcosa di più: con un Dybala contro Nico Paz più vogliamo che possiamo, con degli uno contro uno studiati per fare zero (Wesley su Diao, Ndicka su Douvikas), con un Ramon difensore centrale rimasto senza Malen che si trasforma centravanti (se lo fa Mourinho è un retrogrado), alla fine il gusto è amaro. E ci si accontenta della filosofia di Cesc: «Per noi è tutto nuovo: il fatto di avere 15 giocatori da nazionale, mercoledì la Champions, che poi domenica andiamo a Firenze e tre giorni dopo arriva il Manchester United. Possiamo vincere, possiamo perdere: per me il percorso è la cosa più bella». Ha ragione, intanto però l’Inter va (e pure la Lazio, per dire).
