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Calcio

Un Lautaro al top fa gli straordinari. Domani all’Olimpico poi c’è l’Argentina

Contro i giallorossi gol importanti come la doppietta con la quale ha superato Bonimba. Domani tanta Albiceleste in campo verso l’addio di Messi

Inter Milan's Argentinian forward #10 Lautaro Martinez celebrates scoring his team's third goal during the Italian Serie A football match between Inter Milan and Napoli at the San Siro stadium in Milan on September 5, 2026. (Photo by Isabella BONOTTO / AFP)

C’è aria di ThuLa nell’Inter che oggi viaggia verso Roma, primo vero bivio scudetto della stagione. Tanta acqua ancora deve passare sotto il ponte del campionato, ma guai a chi domani perdesse, anche perché poi si sta fermi 3 settimane e l’eventuale sconfitta diventerebbe zavorra da portarsi appresso fino alla prossima partita. Stavolta Chivu parte ovviamente da Lautaro, che lunedì ha lasciato riposare contro l’Udinese, unico attaccante non utilizzato in una serata grandi numeri che sarebbe servita al Toro per gonfiare le sue già ricche statistiche da goleador.

La Roma non è una delle vittime preferite di Lautaro (4 gol in 16 partite; al Milan per dire ne ha segnati 9 in 21), ma a suo modo gli porta fortuna. È contro i giallorossi, lo scorso 5 aprile in un 5-2 che valse simbolicamente all’Inter lo scudetto, che Lautaro ha segnato la doppietta con cui è diventato contemporaneamente il terzo marcatore nella storia nerazzurra, superando Boninsegna, nonché il primo calciatore in attività per numero di gol, scavalcando guarda caso proprio Dybala (oggi sono 134 vs 131 per l’interista, con la Joya senza gol ormai da gennaio). E la Roma, peraltro, è anche l’unica big cui il Toro ha segnato nei 2 anni di digiuno contro le squadre più forti del campionato, incantesimo poi rotto lo scorso 5 settembre contro il Napoli, con la doppietta da rimonta, i suoi unici 2 gol della nuova stagione. Col capocannoniere Malen (6 gol) c’è quindi anche la sfida nella sfida: Lautaro ha da difendere non solo lo scudetto, ma anche il titolo di re dei bomber, vinto a maggio con 17 gol contro i 14 dell’olandese, però segnati in mezzo campionato.

La serata di domani sarà molto argentina, con anche Balerdi, Castro e Soulé (ma non Molina e Dybala) convocati dal ct Scaloni per il ballo d’addio di Leo Messi, in programma il 6 ottobre allo stadio Monumental di Buenos Aires (a 4 giorni dalla ripresa del campionato, viaggio intercontinentale compreso, ça va sans dire). Avversario, il Benin (forse Leo meritava di meglio), terza amichevole dopo quelle con Bolivia e Burkina Faso, in cui Lautaro cercherà di migliorare il suo già ottimo bottino nell’Albiceleste (40 gol in 84 partite), aiutato magari dalle difficoltà del compagno rivale Julian Alvarez, al momento frenato dalle polemiche estive con l’Atletico Madrid (dove al suo posto gioca e segna l’ex juventino David).

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