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Calcio

Vola la Lazio di Gattuso: prima da sola

Una attesa lunga 16 anni: i biancocelesti di Gattuso staccano l’Inter e sono soli in testa alla classifica. Il paradosso di un Olimpico praticamente vuoto per la protesta dei tifosi contro il presidente Lotito

Lazio�s players celebrate the victory at the end of the Italian Serie A soccer match SS Lazio vs Cagliari Calcio at the Olimpico stadium in Rome, Italy, 01 November 2026. ANSA/ANGELO CARCONI

Sette mesi fa viveva la notte di Zenica che negava all’Italia il terzo mondiale di fila e chiudeva la sua avventura da ct. Oggi Rino Gattuso si trova da solo davanti a tutti nel campionato di Serie A con una Lazio che non è più una sorpresa ma semplicemente un’orchestra che funziona benissimo guidata da un direttore esperto e navigato. «Il bello del calcio è che permette di riscattarti, l’importante è migliorarsi e non deprimersi, questo te lo danno le persone che ti stanno vicino come mia moglie», la risposta romantica del tecnico alla vigilia della sfida con il Cagliari.

La Lazio - già a 28 punti - non era prima da sola dopo dieci giornate dalla stagione 2010/11, in panchina c’era Edy Reja: all’epoca finì al quarto posto, quest’anno sperare in qualcosa di più non è un’utopia. Anche se nessuno in casa biancoceleste guarda la classifica ed è probabilmente questa la forza di un gruppo senza stelle ma con tanti giocatori di buon livello. Sabato Gattuso aveva ammonito i suoi: la partita con i sardi, reduci da tre sconfitte di fila e capaci di mettere in difficoltà la sua Lazio per caratteristiche di gioco, era complicata. Ma il gruppo di capitan Zaccagni (che la scorsa notte ha perso lo zio a cui aveva dedicato il gol col Sassuolo) ha offerto un’altra prestazione convincente, per di più rimontando in casa lo svantaggio. E i cambi sono risultati decisivi considerando il pomeriggio un po’ appannato di chi aveva spinto la Lazio in quest’inizio (vedi Frattesi, Tavares e Belayhane). «L’aspetto che mi rende orgoglioso è chi è entrato dalla panchina, lo ha fatto con veemenza e forza - così Gattuso -. Meriti all’avversario, noi potevamo stare in campo in maniera migliore. Ma la differenza la sta facendo la mentalità, si lavora senza lamentarsi e se non abbiamo una sola testa siamo una squadra normale».

«Non so come facciamo a essere primi, ma è bellissimo», così Isaksen dopo il suo 4° gol. Ma la scena se la prende Pinamonti, il centravanti che deve raccogliere la pesante eredità di altri illustri nove del passato biancoceleste (in primis Immobile) e la cui zuccata vincente alimenta i sogni laziali. Ora non resta che ritrovare i propri tifosi in casa...

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