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Calcio

Zero assoluto: Napoli in crisi e Allegri parafulmine

Anche se il gioco migliora pesano i 3 ko tra Champions e l’assenza del mercato

CORRECTION / Napoli's Italian coach Massimiliano Allegri reacts during the UEFA Champions League - League Phase, Matchday 1 - football match between Napoli and Arsenal at the Stadio Diego Armando Maradona in Naples on September 9, 2026. (Photo by Andreas SOLARO / AFP) / "The erroneous mention[s] appearing in the metadata of this photo by Andreas SOLARO has been modified in AFP systems in the following manner: [Massimiliano Allegri] instead of [Antonio Conte]. Please immediately remove the erroneous mention[s] from all your online services and delete it (them) from your servers. If you have been authorized by AFP to distribute it (them) to third parties, please ensure that the same actions are carried out by them. Failure to promptly comply with these instructions will entail liability on your part for any continued or post notification usage. Therefore we thank you very much for all your attention and prompt action. We are sorry for the inconvenience this notification may cause and remain at your disposal for any further information you may require."

Per giudicare seriamente le tre sconfitte consecutive collezionate dal Napoli bisogna partire dai guai patiti all’alba della stagione che ha avuto una caratteristica unica: zero calcio-mercato. Senza ricevere nemmeno un lamento da Max Allegri perché i patti -tra gentiluomini- erano chiari fin dall’inizio. Aquesto primo peccato originale si è aggiunto un altro. Prim’ancora di cominciare sono venuti a mancare due pilastri della difesa, Buongiorno (rientro forse fine 2026) e Beukema che sta recuperando soltanto ora. Enon è finita. Perché dopo le prime curve (tra Inter e Arsenal), l’elenco è diventato anche più inquietante: McTominay operato per aritmia cardiaca benigna, Meret il portiere, poi Allisson oltre che Anguissa. Situazione di dichiarata emergenza che ha forse una chiave di lettura molto semplice: l’età media della rosa napoletana, la più anziana di tutta la serie A. Con questi problemi, Allegri deve fare i conti. E deve cominciare a farli sapendo bene che a Napoli il clima, già avvelenato a causa dei cattivi rapporti tra curve e ADL, non gli è certo favorevole perché esasperato dalla campagna mediatica tossica che gli attribuisce la responsabilità di ogni risultato negativo.

Di sicuro il famoso “gioco”, tra la prova di San Siro e quella contro l’Arsenal, èmigliorato nettamente anche dal punto di vista difensivo. «Se avessimo difeso come in Champions, non avremmo perso né con il Como e nemmeno con l’Inter» la riflessione dell’interessato che adesso viene considerato -dopo l’esonero di Grosso a Firenze- un tecnico a rischio panchina anche se ADL non è come Paratici. La terza e ultima spiegazione della partenza al ribasso è proprio questa: incapacità di difendere nei momenti chiave delle sfide, sia col Como che contro l’Inter dove tutti hanno dimenticato i gol divorati da Anguissa e Allisson sul 2 -2. Ma per uscire dalla condizione di difficoltà, è bene che il Napoli riprenda la strada maestra dei tre punti nei prossimi due appuntamenti (Bologna in casa e viaggio a Firenze). Le uniche buone notizie di giornata sono la ripresa fisica di De Bruyne e il recupero di Lang, lasciato in castigo mercoledì sera per via di uno screzio con Vergara. Ancora troppo poco.

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