Carceri troppo affollate, l'Europa condanna l'Italia Governo: altri 5mila posti

La Corte europea condanna Roma a risarcire un bosniaco: ha vissuto in una cella sovraffollata. Nelle carceri italiane i detenuti sono in tutto più di 60mila. Il governo: "In due anni 5mila nuovi posti"

Carceri troppo affollate,  
l'Europa condanna l'Italia 
Governo: altri 5mila posti

Roma - Il rischio sovraffollamento delle carceri italiane è sempre in agguato. Gli ultimi dati resi noti dal ministero della Giustizia, che fotografano la situazione al 30 luglio scorso, indicano infatti che il numero complessivo dei detenuti negli istituti di pena ha superato le 63.500 unità, portandosi a quota 63.587. I detenuti condannati in via definitiva sono 31.192, mentre 30.436 sono quelli in attesa di giudizio. La Lombardia è in testa tra le regioni dove si registra il maggior numero di rinchiusi nei penitenziari (8.422), seguita da Sicilia (7587) e Campania (7437).

Casellati: saranno 5mila i posti in più "Il governo Berlusconi ha ereditato una situazione drammatica sul fronte carcerario e si è subito messo al lavoro, mettendo a punto un Piano straordinario carceri, che punta a dare risposte concrete, in tempi ragionevoli, al sovraffollamento". È quanto dichiara Elisabetta Casellati, sottosegretario alla Giustizia, che aggiunge: "Nel giro di due anni, saranno garantiti circa 5.000 posti in più, mentre a regime l’aumento della capienza sarà di 17mila unità. E per l’immediato si stanno cercando altre strade, come il varo di accordi con diversi Paesi, per far scontare ai detenuti stranieri le pene nei loro Paesi d’origine. Ovviamente, siamo aperti a proposte e suggerimenti, purchè non si torni a parlare dell’indulto, che si è indiscutibilmente rivelato un errore".   

Italia condannata dall'Europa, deve risarcire L'annosa questione sovraffollamento delle carceri si è aperta oggi alla luce di una vicenda di cronaca giudiziaria. Izet Sulejmanovic, un detenuto bosniaco condannato per furto aggravato a due anni di detenzione nel carcere romano di Rebibbia, ha vissuto per mesi in meno di tre metri quadrati. E per la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo è stato vittima di "trattamenti inumani e degradanti": accolto quindi il ricorso presentato dal detenuto, all'Italia è arrivata la condanna al risarcimento dei danni morali a causa del sovraffollamento. Deve rimborsarlo di mille euro.

La storia Tra il novembre 2002 e l’aprile 2003, secondo quanto accertato dalla corte, Sulejmanovic ha condiviso una cella di 16,20 metri quadri con altre cinque persone disponendo, dunque, di una superficie di 2,7 metri quadri entro i quali ha trascorso oltre diciotto ore al giorno. La corte, nella sua decisione, rileva come la superficie a disposizione del detenuto è stata molto inferiore agli standards stabiliti dal Comitato per la prevenzione della tortura che stabilisce in 7 metri quadri a persona lo spazio minimo sostenibile per una cella. La situazione per il detenuto è poi migliorata essendo stato trasferito in altre celle occupate da un minor numero di detenuti, fino alla sua scarcerazione nell’ottobre del 2003. Per questo la corte ha condannato l’Italia a un risarcimento di mille euro nei confronti di Sulejmanovic

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