«Ce la portarono via per poi abbandonarla»

Nell’81 era nostra, ma il comune ha bloccato tutto

«Ce la portarono via per poi abbandonarla»

Forio «La Colombaia è lo specchio della cattiva amministrazione di Ischia. Basta dire che per un’isola così piccola ci sono sei sindaci». Alessandra De Lorenzo nel progetto ci aveva creduto. La villa era diventata sua, voleva fare suite e centri congressi, allargare il resort di lusso, il Mezzatorre che è proprio attaccato alla villa di Visconti. Poi si era lasciata convincere che l’idea del comune era anche più nobile della sua. Che cedere la villa per farne un centro culturale in memoria del regista sarebbe stato meglio che la Colombaia, nelle mani del comune poteva diventare un centro importante a livello internazionale. «E invece è stata solo una delusione». Quasi una beffa.
Quando avete comprato la villa?
«Alla fine degli anni ’70 abbiamo comprato le proprietà dal barone Fassini. Nell’81 abbiamo comprato la Colombaia dagli eredi per allargare l’albergo».
E fino ad allora il comune si era disinteressato della villa?
«Sì. Solo dopo la nostra idea l’ex sindaco Franco Iacono che allora era parlamentare europeo riuscì a mettere sulla villa il vincolo di particolare interesse culturale. Così nel ’98 abbiamo dovuto vendere».
Per una buona causa...
«Sì, c’erano mille progetti. La villa doveva diventare il fiore all’occhiello dell’isola. Volevano fare una scuola di teatro internazionale, con tanto di convenzione con l’università di Parma, dovevano arrivare studenti con borse di studio. Ci avevano chiesto la nostra disponibilità per affittare camere agli studenti in inverno».
Quanto ha speso il comune
«Quattro miliardi per comprare la villa e oltre un miliardo per la ristrutturazione».
E come è andata a finire?
«C’è stato un concerto e una premiazione. Fine dei programmi».
Nessuno studente da voi per la stagione invernale?
«Non si sono visti nemmeno i professori. Poi la Fondazione è rimasta senza fondi e ha lasciato tutto. Ora la struttura è fatiscente e cade a pezzi. Abbandonata ad un custode abusivo che vive lì con la famiglia dal ’99. Processato e condannato per aver rubato nel nostro albergo materassi televisioni e mobili».
E il comune?
«Non è riuscito ancora a mandarlo via».

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