«Lo cerco col TomTom ma è come trovare un leader alla sinistra»

Abbiamo raggiunto Dario Vergassola a La Spezia, dove sta passando qualche giorno di vacanza aspettando di ritornare in onda su Radio Due ogni sabato e domenica con lo show Vasco de Gama.
Dario Vergassola in tutta la sua vita ha mai trovato il «punto G» di una donna?
«Innanzitutto ci tengo a dire agli amici inglesi del King’s College di Londra che se hanno bisogno di fare un ulteriore approfondimento sul“punto G” mi possono chiamare».
In che senso?
«Sono pronto ad affiancarli anche gratis nel lavoro di ricerca, se questa volta hanno esaminato 1800 donne chissà la prossima».
Ma tu lo ha mai trovato oppure no?
«Sono proprio appena tornato dal mio baretto di quartiere dove dicevamo che il problema non è trovare una che ce l’ha ma trovare una. Sono i soliti discorsi da bar: gli ufo, l’antimateria, le ninfomani e il “punto G”».
Ne hai mai parlato con una donna?
«Certo che sì. Una volta ho intervistato Natasha Stefanenko. Inizialmente pensavo fosse una donna con un occhio solo poi ho capito che le arrivavo solo all’ombelico e allora le ho detto: “ma tu non hai il punto G hai tutto l’alfabeto”».
Scherzi a parte, lo hai cercato davvero?
«Con chi credi di avere a che fare? Io sono un rabdomante del “punto G” ma ho trovato sempre e solo due di picche. Stavo pensando di scrivere “punto G” sul mio Tom Tom e vedere se me lo trova lui».
Insomma è una ricerca difficile
«Sì, è come trovare un leader alla sinistra. Bisogna darci dentro indipendentemente dal punto. Il punto è proprio darci dentro. Vorrei dire un’ultima cosa».
Prego
«Sa qual è un altro lavoro che vorrei fare? Mi hanno detto che in America ai controlli sicurezza aeroportuali ci sono degli addetti alla verifica dei seni. In pratica devono tastare con mano che le tette non siano bombe. Quasi come cercare il “punto G”».
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