"Cibo per tutti": anche il Capitano Ultimo lotta contro la fame nel mondo

Continua il progetto di Scienza per Amore, che punta a esportare in Africa impianti di produzione di alimenti da biomasse di scarto

C'è anche l'ex Capitano Ultimo - oggi colonnello e vicecomandante del Noe - tra i sostenitori del progetto "Bits of Future: Food for All". L'eroe antimafia è stato tra gli organizzatori, con la sua Volontari Capitano Ultimo onlus, della "Festa delle Farine" di domenica 21 settembre a Roma insieme all'associazione Scienza per Amore e a BioHyst. La giornata era dedicata all'Africa e alla presentazione degli alimenti prodotti con le farine degli impianti Hyst. Si tratta di farine ricche di sostanze nutritive uscite da impianti ad alta tecnologia partendo da biomasse di scarto. Il progetto Bits of Future ha lo scopo di inviare questi impianti in Africa, dove potrebbero essere utili contro malnutrizione e fame.
Molti governi africani sono interessati alle farine derivate dal trattamento Hyst e l'Unione africana ha invitato Scienza per Amore a presentare la propria tecnologia al meeting "Africa Dry Lands Week", organizzata insieme a Fao e Cilss (Comitato permanente interstatale per la lotta alla siccità del Sahel) e dedicato ai paesi del Sahel in cerca di nuovi sistemi per rilanciare l'agricoltura.

"Nel mondo muoiono milioni di persone per carenze nutrizionali - ha detto Pier Paolo Dell'Omo, presidente di Scienza per Amore e docente di Fisica tecnica all'Università La Sapienza -, carenze di ferro, di vitamina A. Con il nostro sistema abbiamo già prodotto integratori da comuni erbe di campo e ottenuto l'approvazione dei ministeri competenti. Con un cucchiaino di estratto di ortica al giorno si salva una vita umana e con dieci minuti di lavorazione possiamo produrre 200-300 cucchiaini di questo integratore". Il Capitano Ultimo si è rivolto ai rappresentanti degli Stati africani presenti: "Vi ringrazio, siamo a vostra disposizione. Vi consideriamo fratelli e vi daremo sempre la mano come vi abbiamo tenuti nel cuore. Le ingiustizie fatte ai vostri popoli sono fatte anche a noi".

Intanto continua la vicenda giudiziaria che impedisce di esportare gratuitamente in Africa i macchinari Hyst. Il 22 settembre presso il Tribunale di Roma è cominciata l'udienza preliminare. L'associazione presenterà i risultati delle analisi chimico nutrizionali delle frazioni di crusca, pula di riso, ortica e carciofo ottenute dalla lavorazione dell'impianto di Chignolo Po, ancora sotto sequestro. La perizia è stata fatta da un esperto in alimentazione umana e dovrà confutare la tesi della Procura che mette in dubbio la validità della tecnologia Hyst. "La relazione tecnica del nostro consulente - spiegano a Scienza per Amore - conferma i pareri favorevoli espressi ufficialmente dal ministero della Salute e da quello delle Politiche agricole, dell'Alimentazione e delle Politiche forestali".

Le farine prodotte da questo sistema, scrive Emanuele Marconi, ordinario di Scienze e Tecnologie alimentari all'Università del Molise e socio fondatore dell'Associazione italiana di Scienze e Tecnologie alimentari, "possono essere utilizzate direttamente come alimenti o integratori alimentari e come ingredienti per lo sviluppo di alimenti ad alta valenza nutrizionale.

Il sistema Hyst inoltre si presta ad essere utilizzato per valorizzare le risorse agricole e materie prime e sottoprodotti dei Paesi in via di sviluppo per ottenere ingredienti in grado di contrastare varie carenze nutrizionali". Nelle prossime udienze anche l'accusa presenterà le perizie dei propri esperti.

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