da Venezia
L’Aula della Camera ha approvato ieri, con 218 voti a favore e6contrari (i deputati di Futuro Nazionale eLuigi Marattin del Partito Liberaldemocratico), il testo unico sul cinema che ora passa al Senato. Si tratta quasi di un miracolo con una convergenza più che bipartisan che ha portato la Commissione Cultura, presieduta da Federico Mollicone, con il relatore Gimmi Cangiano, ad armonizzare ben 5 proposte di legge tra cui proprio la sua di Fratelli d’Italia con quelle di Schlein (Pd), Amato (M5s), Grippo (Azione) e Latini (Lega). Quali sono le principali novità? Innanzitutto l’istituzione, a partire dal 1° gennaio 2028, dell’Agenzia per il Cinema e l’Audiovisivo, con un direttore nominato dal Ministro della Cultura e 5 membri del consiglio di amministrazione, a cui verranno trasferite le funzioni operative dell’attualeDirezione generale Cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura che continuerebbe ad avere le competenze di indirizzo politico, vigilanza strategica e controllo ispettivo. L’idea è quella di affidare aquesto nuovo ente, chehauna sua autonomia organizzativa, patrimoniale, finanziaria e gestionale, il compitodi gestire i fondi pubblici per il cinema e l’audiovisivo, favorire l’internazionalizzazione del settore, coordinare le politicheculturali nazionali e regionali armonizzando il lavoro delle Film Commission, monitorare l’impatto dell’Ia, a cui viene dedicato proprio un Osservatorio permanente.
Al posto dell’attuale Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo, il nuovo testo prevede la creazione del Forum del cinema e dell’audiovisivo, composto da 16 esperti, sede permanente di consultazione tra istituzioni, esperti e rappresentanti della filiera, con funzioni di analisi, proposta e valutazione delle politiche pubbliche. Si registra dunque una convergenza inedita su una proposta sostanzialmente fatta a suo tempo da Pupi Avati che ora trova tutti soddisfatti. A partire dal Ministro della Cultura Giuli che sottolinea come questo «modello di coesione ponga al centro l’interesse del settore» perché, con questo provvedimento, «inauguriamo uno stilnovo nei rapporti con il cinema, fondato sul dialogo, sulla fiducia e sulla responsabilità reciproca. L’istituzione dell’Agenzia, la programmazione triennale, le finestre temporali certe eil rafforzamento dei controlli pongono le basi per procedure più trasparenti». Anche il Sottosegretario alla Cultura, Lucia Borgonzoni, è convinta che «la condivisione bipartisan di questo voto è il segnale importante dell’attenzione del Parlamentoverso il cinema ».
A questo proposito ecco, nelle parole di Giuli, la tuteladelle maestranze: «Le nuove disposizioni rafforzano le garanzie previdenziali e assistenziali e prevedono la revisione dell’indennità di discontinuità e degli ammortizzatori sociali, con l’istituzione di un fondo di solidarietà che offrirà un sostegno concreto ai lavoratori in condizioni di fragilità economica».
