La città surreale di Walter Valdi Omaggio al Ciak

Molti se lo ricordano ancora a fianco di due altri grandi simpatici del piccolo schermo, Enzo Tortora e Giulio Marchetti, in un quiz di successo della Televisione Svizzera dei primi anni ’70, i Cari bugiardi. Oppure in quegli interminabili dopo cena, tra una battuta e l’altra, sempre salace, sempre pungete, mai fuori misura, di certi locali milanesi dove il dialetto era di casa. E chi non ha mai fischiettato il ritornello di Vacaputanga, la sua canzone più menmorabile, senza forse neppure conoscere l’autore di quei versi dalla comicità surreale quanto sottile e inevitabilmente «politically uncorrect». In ogni caso, ovunque lo vedessi o dovunque lo incrociassi, Walter Valdi era uno di quelli che non ti scordavi più. Sotto una veste assolutamente normale, c’era il cantore (e il protagonista) arguto, fecondo, profondo e colto di una Milano amata, fatta di cose semplici e comuni, ironica e cinica, paradossale, sempre sincera. Una Milano più da vivere che da bere. Benchè lontano dai riflettori del cosiddetto «show business», l’artista milanese dal passato di avvocato (ma uno così quella professione non avrebbe potuto proprio farla...!) ha lasciato il segno nella storia recente della città. E allora fa piacere che, a sette anni dalla scomparsa, questa città non lo dimentichi, e anzi lo celebri, come uomo e come artista, con il «Festival di Valdi - musica e cabaret del territorio metropolitano», una serata di musica e spettacolo al teatro Ciak di via Procaccini 4 (oggi, ore 21, info: 02-76110093), realizzata con il contributo dell’assessorato al Turismo e Identità. La manifestazione, organizzata dall’Associazione Music and Partners, sarà presentata da Paolo Limiti. Sul palcoscenico si alterneranno tanti amici e «figli d’arte» di Valdi: da Teo Teocoli a Mario Lavezzi, da Wilma De Angelis a Roberto Brivio.

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