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Assegno unico, scattano i pagamenti di agosto: accrediti il 18 e 19, ma per conguagli e arretrati i tempi possono allungarsi

L’Inps ha fissato le due giornate per le rate ordinarie destinate alle famiglie che non hanno avuto variazioni nella prestazione

assegno unico

L’Assegno unico entra nella fase dei pagamenti di agosto, ma per le famiglie il calendario non sarà identico in tutti i casi. L’INPS ha fissato al 18 e 19 agosto 2026 le date per l’accredito delle rate ordinarie, mentre le posizioni che richiedono verifiche, ricalcoli o conguagli possono seguire una tempistica diversa. Una distinzione importante soprattutto per chi attende arretrati o somme legate all’aggiornamento dell’ISEE. Il calendario ufficiale dell’Istituto riguarda infatti le prestazioni già in corso che non hanno subito variazioni.

Pagamenti il 18 e 19 agosto per le rate senza variazioni

Per i nuclei che già percepiscono l’Assegno unico e la cui posizione non ha subito modifiche, l’appuntamento è dunque con il 18 e 19 agosto. Le due date sono indicate nel messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025, che contiene il calendario degli accrediti per tutto il 2026. Si tratta della finestra destinata alle prestazioni in corso di godimento senza variazioni, mentre per la prima rata dopo una nuova domanda l’Istituto prevede normalmente il pagamento nell’ultima settimana del mese successivo alla presentazione.

Conguagli e ricalcoli possono seguire tempi diversi

Il quadro cambia quando sulla prestazione interviene una lavorazione successiva. Conguagli a credito o a debito, modifiche della posizione e ricalcoli possono infatti produrre accrediti differenti rispetto alla rata ordinaria. Lo stesso messaggio INPS precisa che, per la prima rata e per gli importi delle mensilità oggetto di conguaglio, l’accredito segue la specifica lavorazione prevista dall’Istituto. In concreto, quindi, non vedere una somma aggiuntiva insieme alla mensilità ordinaria non significa necessariamente che il ricalcolo sia stato escluso.

ISEE 2026, perché possono maturare anche arretrati

Uno dei principali fattori che può incidere sull’importo è l’ISEE aggiornato. Dal marzo 2026, in assenza di un ISEE valido, l’Assegno unico viene calcolato utilizzando gli importi minimi previsti. L’INPS ha però stabilito che, presentando la DSU entro il 30 giugno 2026, gli importi già erogati possono essere adeguati con decorrenza da marzo, riconoscendo gli eventuali arretrati. È uno dei casi in cui il beneficiario può quindi ricevere successivamente una somma più alta rispetto alla rata mensile ordinaria.

Importi rivalutati dell’1,4% e adeguamenti da marzo

Nel 2026 anche gli importi dell’Assegno unico e le relative soglie ISEE sono stati aggiornati sulla base dell’inflazione. La circolare INPS n. 7 del 30 gennaio ha recepito una variazione dell’indice dei prezzi pari al +1,4%, rideterminando importi, maggiorazioni e soglie a partire dal 1° gennaio. I nuovi valori sono stati applicati alle mensilità da febbraio, mentre gli adeguamenti relativi a gennaio sono stati corrisposti a partire da marzo. Anche questi meccanismi spiegano perché nel corso dell’anno possano comparire differenze e accrediti ulteriori rispetto alla rata standard.

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