Ricevere una bolletta di luce o gas con importi incomprensibili o sbagliati è un’esperienza comune a molti consumatori. Errori di lettura, consumi stimati non corretti, conguagli tardivi o tariffe applicate in modo improprio sono tra le principali cause delle contestazioni.
Con le nuove regole introdotte nel settore dell’energia dal primo gennaio scorso, però, arrivano tutele più forti per gli utenti, a partire da tempi certi per le risposte e indennizzi automatici in caso di ritardi. Ecco cosa è importante sapere.
Bollette sbagliate: quando si può presentare reclamo
Il consumatore ha diritto a contestare la bolletta ogni volta che riscontri:
importi non coerenti con i consumi reali;
fatturazioni basate su stime errate;
doppie bollette o addebiti duplicati;
applicazione di costi non previsti dal contratto;
conguagli poco chiari o riferiti a periodi troppo lontani nel tempo.
Il reclamo deve essere presentato in forma scritta, utilizzando i canali messi a disposizione dal fornitore (Pec, raccomandata, area clienti).
30 giorni per rispondere: tempi certi per i fornitori
La novità più importante riguarda i tempi di risposta. Con le nuove disposizioni, i fornitori di energia elettrica e gas:
devono rispondere entro 30 giorni solari dal ricevimento del reclamo;
sono tenuti a fornire una risposta motivata e completa;
devono indicare eventuali ricalcoli, rettifiche o rimborsi.
Il superamento di questo termine non è più una semplice irregolarità, ma fa scattare conseguenze economiche automatiche.
Indennizzi automatici fino a 90 euro
In caso di ritardo nella risposta al reclamo, il consumatore ha diritto a un indennizzo automatico, senza dover presentare ulteriori richieste. Gli importi previsti variano in base alla durata del ritardo: fino a 25 euro per i ritardi più contenuti; fino a 90 euro nei casi più gravi. L’indennizzo viene: accreditato direttamente in bolletta; indicato come voce separata; riconosciuto in modo automatico, senza passaggi aggiuntivi per l’utente. Se l’accredito non compare, il fornitore risulta ulteriormente inadempiente.
Nessuna domanda, nessun contenzioso
Uno degli aspetti più favorevoli per i consumatori è che non è necessario presentare una domanda specifica, non occorre avviare una causa, non servono solleciti formali.
Il diritto all’indennizzo nasce per legge, al solo superamento dei 30 giorni.
Se la risposta non convince
Quando il fornitore risponde nei tempi ma la spiegazione non risolve il problema, il consumatore può rivolgersi al Servizio di Conciliazione dell’Autorità di regolazione (Arera).
Si tratta di uno strumento gratuito e obbligatorio prima di andare in giudizio, che consente spesso di ottenere ricalcoli corretti, rimborsi, soluzioni rapide senza costi legali.
Attenzione: in presenza di una bolletta contestata, il fornitore non può procedere al distacco per le somme oggetto di reclamo; restano comunque dovuti gli importi non contestati. Una tutela importante per evitare pressioni indebite sul consumatore.
Una tutela rafforzata, con margini di miglioramento
Le nuove regole rappresentano un passo avanti importante nella difesa dei consumatori.
Resta tuttavia aperto il tema dell’effettiva efficacia degli indennizzi, che secondo alcune associazioni non sempre compensano pienamente i disagi subiti dagli utenti.Un segnale, comunque, di una maggiore attenzione verso chi si trova a fronteggiare bollette errate e risposte tardive.