Una parte della sinistra italiana in queste ore si rattrista per l’attacco che ha portato alla morte dell’ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dello Stato islamico. Un paradosso che stride con i festeggiamenti in piazza degli iraniani per la sua morte, perché sperano che per loro ora si apra una stagione di rinnovamento e di pace. Sono stati uditi cori per Trump per le vie di Teheran ma Marco Travaglio nel suo editoriale parla di “attacco criminale e illegale di Usa&Israele all'Iran”. E non è certo l’unico, anzi, è in ottima compagnia perché anche Ilaria Salis utilizza le stesse parole: “Attacchi criminali”. Ma lei alza ancora il tiro e sostiene che siano stati condotti “dall’asse fascio-genocidiario” rappresentato comunque da Stati Uniti e Israele.
In questo contesto, nella lettura geopolitica di Salis, l’Unione europea dovrebbe “rompere con la Nato” e ignorando tutte le conseguenze che deriverebbero dalla rottura del patto atlantico, sostiene che dovrebbe “affermare una politica estera autonoma”. La Russia, e non solo, ringrazierebbero calorosamente. E promette, Salis, “noi, dal basso e da sinistra, dobbiamo lottare perché questo diventi possibile”. Ha ritrovato la voce anche Giuseppe Conte nelle ore successive all’attacco in Iran che ha portato alla morte dell’ayatollah, schierandosi esattamente come Italia Salis: “L'Italia e l'Europa si schierino contro azioni di attacco unilaterali come quelle di Usa e Israele che stanno scatenando la reazione dell'Iran”.
Le parole di Conte non sembrano nemmeno quelle di un presidente del Consiglio che ha governato in momenti di crisi e che, quindi, conosce le dinamiche dall’interno. Ma d’altronde il suo partito ha sempre avuto una postura particolare in politica estera, come dimostrano anche le parole del capogruppo del Movimento cinque stelle alla Camera, Riccardo Ricciardi il quale, dall’occidentalissima Roma, sostiene che “i principali distruttori dell'ordine mondiale e del diritto internazionale siamo noi, Occidente, che ci riteniamo i buoni della Terra”. Non che il Partito democratico abbia reagito diversamente, anzi, perché con Laura Boldrini ha chiesto che “l’Ue e l'Italia usino parole ferme di condanna verso tutto questo”. Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Partito Democratico, cerca di usare la Costituzione ricordando al "governo Meloni che l'Italia ripudia la guerra come mezzo per risolvere le controversie internazionali. Non offra alcun tipo di sostegno, anche solo politico, alle azioni unilaterali”.
Elly Schlein ha preferito mantenersi più defilata, come d’altronde fa quando le questioni si fanno grosse, senza esporsi particolarmente sul tema ma in quel partito c’è anche chi riesce ad andare al di là dell’ideologia, come Pina Picierno: “Quando viene deposto un dittatore, è sempre un giorno di festa per il mondo libero”.