Aprire un’impresa o avviare un’attività autonoma non è semplice, soprattutto per i giovani. Per questo il Decreto Coesione ha introdotto una serie di incentivi rivolti ai disoccupati under 35, con l’obiettivo di sostenere l’autoimpiego nei settori strategici per la transizione digitale, tecnologica ed ecologica.
Dopo le prime istruzioni fornite dall’Inps a fine novembre 2025, a inizio 2026 sono arrivati chiarimenti importanti, che ampliano la platea dei beneficiari e rendono la misura più accessibile. Vediamo, allora, in cosa consiste l'incentivo, quali sono le novità e a chi conviene prestare attenzione.
Bonus da 500 euro al mese: destinatari "vecchi" e "nuovi"
Il primo incentivo è un contributo mensile fino a 500 euro, pensato per sostenere le spese di avvio di una nuova attività. Può essere riconosciuto per un massimo di 36 mesi e comunque non oltre il 31 dicembre 2028.
Il bonus spetta ai giovani che:
non abbiano ancora compiuto 35 anni;
risultino disoccupati al momento dell’avvio dell’attività;
abbiano avviato l’attività tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025;
operino in uno dei settori strategici individuati dai decreti attuativi (digitale, energia, ambiente, ricerca, sanità, servizi innovativi).
Inizialmente l’Inps aveva limitato l’accesso ai soli professionisti che avessero costituito un’attività in forma d’impresa, escludendo quindi chi lavorava in autonomia con Partita Iva. Dopo i chiarimenti del 2026, la platea dei beneficiari è stata ampiamente estesa ai lavoratori autonomi: potranno richiedere il bonus tutte le persone con meno di 35 anni che abbiano avviato un’attività in settori strategici, come detto, nel periodo tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025.
Il Ministero del Lavoro ha precisato che per i liberi professionisti il requisito temporale si considera soddisfatto dalla data di apertura della Partita Iva. In questo modo, anche chi lavora senza una struttura societaria può accedere al contributo, beneficiando di un sostegno economico concreto nella fase iniziale della propria attività.
I settori ammessi: non solo high-tech
I settori considerati “strategici” sono numerosi e non riguardano solo le startup digitali. Rientrano, ad esempio, anche:
energia e ambiente;
manifattura avanzata;
costruzioni e ingegneria specializzata;
ricerca e sviluppo;
sanità e assistenza;
audiovisivo, logistica e servizi professionali innovativi.
L’Inps ha pubblicato l’elenco completo con i codici Ateco aggiornati, che resta il riferimento decisivo per verificare l’accesso agli incentivi.
Termini di presentazione della domanda
Per i giovani imprenditori, la domanda andava presentata all’Inps entro 30 giorni dall’avvio dell’attività, con limite temporale al 31 dicembre 2025. Ora, per i liberi professionisti, l’Istituto ha previsto una finestra straordinaria di riapertura delle domande, attiva fra il 31 gennaio e il 2 marzo 2026.
La procedura si effettua esclusivamente online, attraverso il “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” sul sito Inps, selezionando la voce “Incentivo Decreto Coesione”. L’accesso avviene con Spid, Cie o Cns e occorre indicare la data di avvio dell’attività o di apertura della Partita Iva, oltre alle autodichiarazioni richieste.
Lo sgravio contributivo per le assunzioni
Accanto al bonus mensile, il Decreto Coesione prevede anche un importante incentivo per chi assume (o abbia assunto) personale. I giovani under 35 che abbiano avviato un’attività nei settori strategici possono beneficiare di uno sgravio contributivo del 100% per le assunzioni a tempo indeterminato.
In pratica, l’esonero riguarda i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, il tetto massimo è di 800 euro al mese per ciascun lavoratore, la durata può arrivare fino a 36 mesi, ma non oltre il 31 dicembre 2028.
Sono escluse alcune tipologie contrattuali, come apprendistato, lavoro domestico e contratti intermittenti. Il part-time è ammesso, con importi proporzionati.
Le regole da non sottovalutare
Come accade per tutti gli incentivi pubblici, anche questi benefici sono legati a vincoli precisi. Per mantenere lo sgravio contributivo è necessario:
essere in regola con Durc e normativa sul lavoro;
rispettare i contratti collettivi;
garantire un incremento occupazionale reale;
non cumulare lo sgravio con altri incentivi contributivi incompatibili.
Inoltre, le risorse sono limitate e assegnate fino a esaurimento, con una ripartizione territoriale già definita.
Il Decreto Coesione rappresenta una delle misure più strutturate degli ultimi anni a sostegno per gli under 35 che vogliano mettersi in proprio: un sostegno diretto nei primi anni di attività e un forte alleggerimento del costo del lavoro per chi decide di assumere.
I chiarimenti arrivati nel 2026, soprattutto l’apertura ai liberi professionisti, rendono il bonus più inclusivo e accessibile. Ma attenzione: tempi, requisiti e procedure sono decisivi.