Il panorama delle agevolazioni inerenti il bollo auto si amplia ulteriormente, accogliendo una novità destinata a sostenere i nuclei familiari con molti figli. Il provvedimento, che prevede l’introduzione di un meccanismo di rimborso con un tetto massimo fissato a 385,71 euro annui, si viene così ad affiancare all’azzeramento dell’imposta già previsto in manovra per tutte le vetture entro gli 80 kW di potenza, e dovrebbe prevedere lo stanziamento di circa 18 milioni di euro.
Il contributo non sarà accessibile a chiunque, e sarà concesso a un solo veicolo per ciascun nucleo familiare. Per poterlo ottenere dovranno essere rispettati una serie di stretti parametri che incrociano la composizione anagrafica e le caratteristiche tecniche del mezzo interessato, ovvero:
- Il perimetro familiare: la soglia d’accesso richiede la presenza di almeno 4 figli, di cui obbligatoriamente uno di età inferiore ai 18 anni al 1°gennaio dell’anno in cui si richiede l’accesso al beneficio;
- La tipologia di veicolo: l’agevolazione non riguarda le classiche berline o citycar, ma è stata ideata per i cosiddetti van o veicoli a grande capienza, omologati per un numero di posti a sedere compreso tra 6 e 9;
- Potenza e motorizzazioni: il tetto massimo di potenza è fissato a 133 kilowatt (circa 181 cavalli), rendendo così accessibile il contributo a quei mezzi più robusti indispensabili per il trasporto di comitive familiari numerose. Sono ammesse le alimentazioni tradizionali a benzina o gasolio, incluse le varianti ibride, purché l’intestatario risulti fiscalmente il soggetto passivo del tributo.
A differenza dell’esenzione diretta alla fonte prevista per le utilitarie entro gli 80 kW di potenza, in questo caso i beneficiari dovranno prima procedere al regolare pagamento del bollo auto secondo le scadenze regionali. Successivamente, la somma verrà restituita tramite un rimborso erogato direttamente dall’INPS, previa presentazione di una domanda in via telematica per la quale si attendono i decreti attuativi dettagliati.
Il testo normativo spiega che il sussidio copre “la spesa effettivamente sostenuta”. Questo significa che il rimborso segue l’effettivo importo versato, fermo restando il tetto invalicabile dei 385,71 euro. Chi, ad esempio, possiede un mezzo rientrante nei parametri e paga un bollo di 300 euro, si vedrà restituire interamente la somma. Chi guida un veicolo la cui tassa regionale tocca i 500 euro, otterrà comunque il rimborso massimo di 385,71 euro, e non si vedrà rimborsare la quota eccedente.
L’importo ricevuto non viene considerato come un reddito e quindi non farà salire il valore dell’Isee, tutelando il diritto di accesso ad altri aiuti (come l’Assegno Unico). Per accedere al bonus non sono previsti tetti massimi di ricchezza: la misura non richiede un Isee basso, ma spetta a tutte le famiglie che rispettano i requisiti di composizione del nucleo e tipologia di veicolo, indipendentemente dal loro reddito.
Sul fronte temporale, chi sperava in un recupero anche dei versamenti effettuati nel corso del 2026 resterà deluso: il contributo per le famiglie numerose non è retroattivo e partirà dal prossimo anno. L’agevolazione riguarderà quindi i bolli dovuti per il 2027, senza possibilità di recuperare i pagamenti degli anni passati.
