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Bonus statali addio: cosa accadrà a chi non paga Imu, Tari e multe

Il governo sta studiando un sistema di compensazione per saldare i tributi locali in arretrato

Bonus statali addio: cosa accadrà a chi non paga Imu, Tari e multe
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Chi evade i tributi locali rischia di perdere i bonus dello Stato, è questa l'ipotesi che potrebbe cambiare il destino di milioni di contribuenti: non essere in regola col pagamento di una semplice multa stradale oppure in grande ritardo col versamento di Imu o Tari rischia di costare caro ai cittadini italiani.

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze sta infatti valutando un piano per utilizzare i bonus statali come una sorta di moneta di scambio per saldare i debiti dei morosi con gli Enti locali. Il provvedimento non è ancora in fase di discussione, ma l'obiettivo del Governo è chiaro: recuperare le somme evase bloccando le agevolazioni a chi ha accumulato debiti per quanto concerne le imposte comunali.

Come spiegato dalla sottosegretaria al MEF, Sandra Savino durante i lavori della commissione Finanze del Senato relativi al decreto fiscale, lo scopo non è quello di eliminare completamente l'accesso ai bonus, bensì quello di "creare un meccanismo che consenta di compensare i crediti derivanti dalle detrazioni fiscali con i debiti accumulati anche verso gli enti locali".

La misura non cancellerebbe quindi il diritto a sussidi o incentivi, ma introdurrebbe una "compensazione d'ufficio": le somme spettanti da un bonus verrebbero parzialmente trattenute in automatico dal sistema per sanare insolvenze personali, dalle contravvenzioni stradali fino ad arrivare ai mancati pagamenti di imposte comunali come Tari e Imu.

Il procedimento è estremamente semplice. Poniamo caso che il contribuente abbia effettuato dei lavori di ristrutturazione sulla prima casa maturando il diritto a una detrazione Irpef in dichiarazione da 900 euro. Prima che lo Stato versi il rimborso o applichi lo sconto, l'Agenzia delle Entrate verificherebbe l'eventuale posizione debitoria: nel caso in cui, ad esempio, risulti un arretrato di 400 euro di tari e di 150 euro di una vecchia multa non pagata, i 550 euro sarebbero trattenuti in automatico per compensazione, e verrebbe erogata solo la differenza rimanente di 350 euro.

A questo punto, tuttavia, si pone il problema del trattamento delle informazioni, quello che è considerato il nodo più difficile da sciogliere.

Ad oggi, infatti, i Comuni si affidano a piattaforme eterogenee per la riscossione: alcuni delegano le attività all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, mentre altri preferiscono optare per i servizi di società private. Di conseguenza, la riuscita del progetto di recupero automatico dipenderà soprattutto dalla capacità di interconnettere questi diversi archivi informatici e di farli dialogare.

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