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Case sfitte, arriva la stangata europea: tasse fino a 4mila euro

L’emergenza abitativa spinge le città a colpire gli immobili vuoti. Da Parigi a Bruxelles, aumentano imposte, multe e requisizioni.

Case sfitte, arriva la stangata europea: tasse fino a 4mila euro
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L'emergenza abitativa è un problema che da tempo affligge tutta l'Europa, specie in considerazione del fatto che gli immobili sfitti sono numericamente in aumento così come le spese che le famiglie si trovano a dover affrontare per comprare casa.

L'Unione Europea combatte il fenomeno promuovendo piani di riqualificazione, rigenerazione urbana e incentivi fiscali per rimettere gli immobili sul mercato: pur non essendoci al momento norme vincolanti, l'UE agisce tramite raccomandazioni, indirizzando i fondi strutturali e spingendo gli Stati membri a contrastare la crisi abitativa.

Una situazione simile la vediamo un po' ovunque in tutto il Vecchio Continente: in Svizzera l'emergenza viene combattuta con l'introduzione di affitti stabiliti in base al reddito dei cittadini in modo proporzionale. In Italia col Piano Casa si mira a introdurre sul mercato abitazioni a prezzi calmierati per cittadini con priorità sociale o abitativa, mentre Spagna e Portogallo propongono imposte sugli immobili vuoti e tetto agli affitti.

A livello locale la Francia sta preparando una vera e propria stangata, specie per quanto concerne la Capitale, nella quale il sindaco punta a disincentivare il possesso di immobili sfitti o scarsamente utilizzati per immettere sul mercato circa 20mila unità abitative. A Parigi, dove le case hanno già di per sé costi elevatissimi e sono molto numerose le unità sfitte, il primo cittadino Emmanuel Grégoire vuole intervenire raddoppiando le imposte per quelle vuote. I proprietari, nel caso in cui si trattasse di immobili non affittati, potrebbero arrivare a sborsare circa 4mila euro all'anno.

I numeri della Capitale non mentono, dal momento che le stime dell'INSEE (Institut national de la statistique et des études économiques), ente pubblico francese responsabile della produzione e dell'analisi delle statistiche nazionali, rivelano che un immobile su 5 non è abitato: visti i numeri di Parigi, si parla di circa 274mila case, un fenomeno in costante crescita, aumentato dal 7% al 10% nell'ultimo decennio. Nei 274mila immobili rientrano sia case completamente sfitte (137mila) che seconde case occupate solo occasionalmente, ma alla Capitale interessa recuperare entrambe le categorie disincentivandone il possesso con l'incremento delle imposte a partire dal prossimo anno, come previsto dalla finanziaria 2026 per le zone a tensione abitativa.

La manovra permette ai comuni in cui la domanda di case supera l'offerta di incrementare le tasse di possesso sugli immobili dal 17% al 30% del valore catastale di locazione a partire da solo un anno di sfitto: percentuale che dal secondo anno potrà addirittura raddoppiare (34%-60%), fungendo da forte disincentivo per il possesso di immobili vuoti. "Per un appartamento medio, la tassa passerebbe da 2mila euro a 4mila euro all’anno a partire da due anni di sfitto", ha spiegato alla stampa l'assessore all'edilizia abitativa di Parigi Jacques Baudrier. La speranza è che l'ombra di questi aumenti spinga i proprietari a immettere i loro immobili sfitti sul mercato, per cui l'obiettivo pare non essere propriamente quello di incrementare le entrate con le nuove imposte.

C'è chi ha effettuato una stretta ancora più radicale, come accade a Bruxelles, in Belgio, dove detenere una casa sfitta per oltre un anno comporta addirittura un illecito amministrativo, punibile con una multa: solo per citare qualche esempio, possedere una villetta a schiera di 3 piani con facciata da 5 metri sfitta significa dover fare fronta a una sanzione da 7.500 euro il primo anno, 15mila il secondo, 22.500 il terzo e così via con un incremento di 7.500 euro ogni anno.

Non solo, dal momento che le norme in vigore consentono all'amministrazione di requisire una casa sfitta in nome del diritto di gestione pubblica, per immetterla sul mercato in favore di nuclei familiari in condizioni di difficoltà economiche.

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