Anche la comunicazione Imu dice addio al cartaceo. Tutte le comunicazioni di cittadini e imprese di variazioni sul proprio patrimonio immobiliare ai fini dell’imposta, difatti, potranno essere presentate esclusivamente on-line o tramite il Caf.
Si tratta di una delle novità introdotte con il Decreto Legislativo di riforma dei tributi locali con alcune modifiche anche per quanto riguarda la Tari; un’importante innovazione per la pubblica amministrazione e gli enti locali, anche se potrebbe creare qualche “problema”ad fasce di contribuenti, soprattutto la popolazione più adulta che potrebbero avere qualche difficoltà nel solo utilizzo dei canali web dovendo rivolgersi così, a consulenti o centri fiscali di fiducia. Entriamo più nel dettagli.
Imu, comunicazioni solo on line
Le comunicazioni si potranno fare esclusivamente on line.
Non sarà più possibile, dunque, compilare il vecchio modulo cartaceo e consegnarlo a mano all’ufficio protocollo del proprio Municipio o spedirlo tramite raccomandata; l’invio dovrà avvenire esclusivamente via web attraverso i canali telematici del Dipartimento delle Finanze.
L’esclusività del canale telematico rappresenta, di certo, un vantaggio per i comuni soprattutto in termini di semplificazione e notevole snellimento burocratico.
L’addio alla gestione cartacea elimina i tempi necessari per il caricamento manuale dei dati e consente ai sistemi informatici comunali di incrociare in tempo reale le banche dati del Catasto, dell’Anagrafe e dell’Agenzia delle Entrate. Inoltre, questo meccanismo potrà rendere più rapidi e incisivi i controlli rafforzando gli strumenti di contrasto all’evasione.
Per quanto riguarda cittadini e imprese, invece, l’obbligo di utilizzare esclusivamente il canale online rischia di creare nuove difficoltà per chi ha poca dimestichezza con la tecnologia o non dispone di credenziali digitali come Spid e Cie; venendo meno la possibilità di consegnare gratuitamente la comunicazione allo sportello, questi cittadini possono essere costretti a rivolgersi a un intermediario abilitato, come un Caf o un commercialista.
Pertanto, quello che per molti sarà un semplice adempimento digitale potrebbe essere per altri in un costo aggiuntivo.
L’invio telematico andrà effettuato obbligatoriamente entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione immobiliare; nel caso in cui non ci siano state modifiche nelle condizioni di possesso, uso o nelle agevolazioni godute, la dichiarazione non andrà inviata e il contribuente dovrà limitarsi a versare le ordinarie rate dell’imposta.
Cosa cambia per la Tari
Le novità non si limitano solo all’Imu ma riguardano anche la Tari anche se solo relativamente alle scadenze.
Per comunicare l’attivazione, la variazione o la cessazione di un’utenza non sarà più possibile attendere il 30 giugno dell’anno successivo: la dichiarazione dovrà essere presentata entro 90 giorni dall’evento.
A differenza dell’Imu, infatti, per la Tari le modalità e le scadenze operative possono variare in base ai regolamenti adottati dai singoli Comuni.
