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Il Fisco fa scattare un'ondata di controlli: quali sono i campanelli d'allarme

Gli interventi da parte dell'Agenzia delle entrate nel 2026 saranno mirati: ecco in quale modo verrà messa in atto la nuova strategia

Immagine d'archivio
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Agenzia delle Entrate pronta a far scattare controlli fiscali sempre più approfonditi per l'anno 2026. Servendosi di vasti database, il Fisco non agirà più facendo verifiche ampie, ma si concentrerà su degli obiettivi mirati. Ciò è possibile grazie a Sogei, che agisce come braccio operativo del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Sogei è l'azienda pubblica italiana che opera come partner tecnologico per il Mef, e mette a disposizione una rete di ben 200 banche dati in cui esaminare e individuare i profili considerati ad alto rischio di evasione. Questa nuova strategia, dunque, consente di intervenire in casi più mirati. Ma come funziona? Per facilitare l'individuazione dei profili è stato messo a punto lo score ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale) che non è altro che un voto che può essere emesso dal Fisco nei confronti degli utenti. Il punteggio va da 1 a 10. Coloro che raggiungono, o addirittura superano, il punteggio di 8, vengono considerati degni di un'elevata affidabilità, pertanto possono accedere al regime premiale, che consiste in una riduzione annuale degli accertamenti e l'esonero dal visto di conformità per la compensazione di crediti d'imposta (fino a 70.000 euro).

Chi invece realizza un punteggio inferiore a 6 rientra nei controlli di Agenzia, perché viene considerato un soggetto ad alto rischio.

I punteggi, ovviamente, non sono una prova di conclamata di evasione, tuttavia generano allarme nel Fisco, che fa partire i controlli. Va comunque detto che in sede di verifica vengono calcolate numerose variabili. Il sistema, ad esempio, distingue fra i ricavi di un esercizio commerciale situato in centro e uno in periferia. Chiaramente i guadagni non possono essere uguali e devono essere coerenti con la struttura.

Nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) figurano gli obiettivi fissati per il 2026. Il Fisco conta di effettuare 320mila controlli annui, a cui si affiancheranno anche le verifiche delle Fiamme Gialle (75mila previste). Ad essere maggiormente interessate dai controlli saranno le imprese di medie dimensioni, con un aumento dell'attività di controllo fiscale del 20%. La percentuale dovrebbe aumentare nel corso degli anni, fino al 50% per il 2028.

Da ricordare, dunque, che evidenti incongruenze fra costi e ricavi porterà a un quasi sicuro controllo da parte dell'Agenzia dell'Entrate. A far scattere i controlli sono anche quelle dichiarazioni in cui si presentano ricavi minimi, a fronte però di una struttura ampia, con magazzino e dipendenti. Verrà controllato tutto, dai crediti IVA strutturali ingiustificati agli acquisti esteri non coerenti. Aderire ed essere collaborativi è fondamentale.

"L'Agenzia delle entrate e il Corpo della Guardia di finanza programmano l'impiego di maggiore

capacità operativa per intensificare l’attività di controllo nei confronti dei soggetti che non aderiscono al concordato preventivo biennale o ne decadono", è quanto si legge nell'art. 34, comma 2 del d.lgs. n. 13/2024.

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