Settembre parte senza rinvii sul fronte delle pensioni. Martedì, il primo giorno del mese sarà infatti la data di pagamento per tutti, sia per chi riceve l’assegno attraverso Poste Italiane sia per chi ha scelto l’accredito presso un istituto bancario. Dopo il calendario sdoppiato di agosto, quando il sabato aveva separato i tempi di Poste e banche, il nono mese dell’anno riporta tutti sulla stessa data. A stabilirlo è il calendario INPS 2026, che per settembre indica espressamente il giorno uno come disponibilità della valuta su entrambi i canali.
Una sola data per banche e Poste
La regola generale prevede che le pensioni siano messe in pagamento nel primo giorno bancabile del mese, con la sola eccezione di gennaio, quando si passa al secondo giorno bancabile. Il 1° settembre 2026 cade di martedì e non ci sono quindi festività o weekend a modificare il calendario: la valuta è fissata nello stesso giorno per Poste e banche. Ad agosto era accaduto l’opposto: Poste aveva riconosciuto valuta il 1° agosto, mentre per gli istituti bancari il pagamento era slittato a lunedì 3 agosto.
Contanti allo sportello, resta il limite dei mille euro
Per chi continua a preferire il ritiro allo sportello, la data di disponibilità del trattamento resta il 1° settembre, anche se è opportuno verificare presso il proprio ufficio postale l’eventuale organizzazione degli accessi per il pagamento in contanti. Sul fronte degli importi, la normativa stabilisce invece un limite preciso: la pensione può essere riscossa in contanti fino a 1.000 euro netti complessivi. Sopra questa soglia il pensionato deve comunicare all’INPS coordinate bancarie o postali con IBAN sulle quali indirizzare il pagamento.
Sotto la lente trattenute e conguagli
Prima dell’accredito l’attenzione si sposta sul cedolino della pensione, il documento che permette di verificare l’importo effettivamente riconosciuto e le ragioni di eventuali variazioni rispetto ai mesi precedenti. Secondo quanto riportato da TraderLink il 21 agosto, il cedolino relativo a settembre 2026 risulta già consultabile online, anche se per alcune posizioni il dettaglio può comparire successivamente. Nel documento possono figurare trattenute fiscali, addizionali regionali e comunali, cessioni del quinto, arretrati e altri conguagli che modificano il netto finale.
Modello 730, settembre può portare il rimborso Irpef
Tra le voci da controllare c’è anche l’eventuale conguaglio del 730/2026. L’INPS ha avviato da agosto le operazioni di assistenza fiscale per i pensionati che hanno indicato l’Istituto come sostituto d’imposta: quando dalla dichiarazione emerge un credito, il conguaglio comporta un rimborso; se invece emerge un debito, il relativo importo viene trattenuto dalla pensione. Per questo anche il rateo di settembre può essere interessato dai rimborsi Irpef o dalle trattenute collegate alla dichiarazione dei redditi, a seconda dei tempi con cui le risultanze contabili sono arrivate all’Istituto.
