Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 15:50
Cittadini

La trappola del puntino rosso: quanto ci costa davvero la modalità stand-by e come risparmiare in modo sicuro

Dietro le piccole spie luminose che popolano le nostre case si nasconde un costo invisibile ma costante. Ecco quanto incidono davvero i “consumi fantasma”

Altro che democrazia digitale: in Italia quattro persone su dieci non si sono mai connesse al web

Forse non tutti sanno che a partire da maggio 2025, l’Unione Europea ha introdotto una stretta ancora più severa sui consumi in modalità spento e stand-by, adattandosi al nuovo standard Ecodesign. Le attuali direttive impongono un limite massimo di 0,5 watt per i dispositivi spenti o in stand-by, soglia che viene tollerata fino a 0,8 watt nel caso in cui un determinato elettrodomestico sia dotato di schermo informativo. La roadmap ecologica prevede un ulteriore giro di vite nel 2027, quando il tetto per gli apparecchi spenti scenderà ad appena 0,3 watt.

Tutto rientra nel ben noto schema del risparmio energetico. In questo caso specifico, è in atto una vera e propria lotta ai cosiddetti “consumi fantasma”. Col passare degli anni i dispositivi elettronici messi sul mercato si sono fatti sempre più efficienti, tuttavia molti di questi si stanno facendo sempre più numerosi nelle case, tanto che spesso sono più apparecchi collegati. Questo incide sulla bolletta.

Per cercare di prevenire tutti quei costi che potrebbero essere evitati, il primo passo è comprendere la fondamentale differenza tra apparecchio spento e in stand-bay. Nel secondo caso, infatti, l’elettrodomestico entra in uno stato di “veglia” per essere riattivato all’istante tramite un input esterno, come un comando vocale, un’app o il telecomando. Questa reperibilità immediata richiede energia: i circuiti interni rimangono alimentati, creando un micro-assorbimento continuo che, alle lunghe, incide sulla bolletta.

Quanto costano, dunque, i dispositivi che non stiamo usando? Le rilevazioni sui consumi domestici in Europa stimano che la modalità d’attesa sottragga tra l’8% e l’11% dell’elettricità totale, costando alle famiglie italiane tra i 60 e i 65 euro ogni anno. Ovviamente non tutti gli elettrodomestici sono uguali. Il microonde, ad esempio, rimane uno degli elettrodomestici a maggiore consumo. Anche le macchine per l’espresso possono essere particolarmente energivore. Al contrario, la tv in stand-by, con la famigerata spia rossa, è molto meno “pericolosa”. I modelli di ultima generazione, infatti, richiedono poca energia rispetto ai modelli del passato.

A questo punto è essenziale trovare un modo per risparmiare.

Un trucco prezioso e basso costo è quello di avvalersi di una multipresa dotata di interruttore. Questo strumento consente di isolare elettricamente un intero gruppo di dispositivi con un unico clic, evitando così di dimenticare qualche elettrodomestico. Un’altra soluzione, più tecnologica, è quella di optare per le prese smart con monitoraggio energetico. Questi adattatori mostrano in tempo reale i watt assorbiti in ogni momento, anche in modalità di attesa, ed è possibile interagire anche da remoto. Alcuni modelli consentono addirittura lo spegnimento automatico, funzione che si attiva quando il dispositivo è rimasto a lungo inutilizzato.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.