Estate in spiaggia assolutamente sì, ma rispettando le regole. Quest'anno sono tanti i Comuni italiani che hanno deciso di introdurre obblighi, divieti e sanzioni per tutelare il territorio e garantire il quieto vivere. Purtroppo, infatti, sono sempre di più gli episodi di inciviltà e degrado, e si è reso perciò necessario porre dei paletti. Stiamo parlando infatti di spazi condivisi, sia che si tratti di mare o di montagna o di paesaggi immersi nella campagna. Le amministrazioni locali sono state costrette a intervenire per tutelare i residenti, proteggere il patrimonio naturalistico e mantenere il decoro urbano.
Le regole cambiano di zona in zona, ma seguono un filo comune.
Prendiamo come esempio l'Emilia-Romagna, dove sono stati presi seri provvedimenti per regolamentare le attività sulle spiagge. Abbiamo l'obbligo di illuminazione nelle aree in concessione durante la notte a Rimini. Una disposizione data per ragioni di sicurezza pubblica. L'accesso alla spiaggia resterà fino a tarda sera, ma tra l'una e le 5 del mattino è vietato l'accesso all'arenile e alla balneazione. Oltre a ciò, ci sono i divieti di fumo (si rischiano multe di centinaia di euro) e di usare plastica monouso. Sì, invece, al cibo da asporto.
In Sardegna le ordinanze restrittive si fanno sentire ancora di più. C'è infatti la necessità di proteggere le coste (frequenti gli episodi in cui alcuni turisti portano via sabbia e conchiglie) e mantenere una buona immagine dell'isola. Ogni località della Regione ha stabilito le proprie regole. Ad Olbia sono vietati alcuni tipi di ombrelloni hawaiani in rafia, che possono alla lunga depositare frammenti plastici nell'ambiente. In molte spiagge, come quelle di Tortolì e Porto Torres, c'è il totale divieto di fumo. A Punta Molentis era stato introdotto il divieto di usare l'ombrellone per le persone di età compresa tra i 10 e 65 anni: una scelta che ha destato non poche polemiche e che ha portato poi a una retromarcia. Alla fine è stato deciso per un ombrellone per ogni nucleo familiare, non di più.
Chi viene sorpreso con sabbia, conchiglie o altri elementi sottratti alla spiaggia rischia una sanzione che può arrivare anche a 3mila euro.
Passando al Lazio, a Ostia e Fiumicino gli stabilimenti balneari sono tenuti a garantire il libero passaggio delle persone che intendono raggiungere la riva. Questo perché le spiagge sono un bene demaniale e chiunque ha il diritto di usufruirne. Via tutti gli oggetti monouso in plastica impiegati nel servizio. Il rischio è una multa che può arrivare ai 3mila euro.
Nelle Marche, e in particolare a Sirolo, non sarà possibile raggiungere certe calette per ragioni di sicurezza e rischio di crolli.
Spostandoci ancora arriviamo a Sorrento che, come tanti altri Comuni, ha deciso di tutelare anche le zone abitate e i borghi, introducendo regole di decoro. Vietato dunque passeggiare per strada in costume da bagno o a torso nudo.
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