Il pagamento della pensione del mese di settembre vedrà oscillazioni importanti negli importi per circa 680mila beneficiari. I cambiamenti sul cedolino derivano da due fattori indipendenti: le verifiche amministrative dell’INPS sui redditi non dichiarati ed i consueti conguagli fiscali da 730. Non si tratta di una riduzione generalizzata per tutti i pensionati, ma di provvedimenti mirati basati sulla situazione fiscale dei singoli contribuenti.
L’INPS, tramite il Messaggio n. 2394 del 17 luglio 2026, ha avviato la trattenuta cautelare del 5% sull’imponibile lordo di luglio 2026, causa principale dei tagli: il provvedimento si applica ai cedolini di agosto e settembre 2026.
Ad essere colpiti sono i pensionati che percepiscono prestazioni assistenziali o integrazioni collegate al reddito, come l’integrazione al minimo, le maggiorazioni sociali o la quattordicesima, e che non hanno comunicato i dati reddituali relativi all’anno 2022 entro la scadenza della Campagna RED 2023, conclusa il 31 marzo 2025.
La detrazione è rapportata all’assegno lordo di luglio: su una pensione lorda di 1.500 euro, la trattenuta mensile risultante è pari a 75 euro. Le pensioni con importo complessivo uguale o inferiore a 100 euro mensili non subiscono la trattenuta immediata del 5%, ma restano comunque esposte alla successiva revoca della prestazione se la posizione non viene sanata come richiesto dall’Istituto. È possibile capire se si sia destinatari della riduzione trovando nel cedolino la dicitura “Trattenuta per mancata comunicazione reddito art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008”.
Per evitare il rischio decurtazione è bene agire tempestivamente, inoltrando istanza di ricostituzione reddituale online tramite i servizi del sito ufficiale dell’INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure delegando l’invio a un Patronato o CAF di fiducia. In caso contrario, l’Istituto procederà alla revoca definitiva dei trattamenti economici legati al reddito e al recupero delle somme indebitamente percepite a partire dal 2022.
Le altre variazioni nel cedolino riguarderanno coloro che hanno indicato l’INPS come sostituto d’imposta nella dichiarazione dei redditi: i pensionati che risultano a credito riceveranno direttamente sull’assegno di settembre il rimborso Irpef spettante.
In caso di saldo negativo le somme dovute al Fisco verranno prelevate direttamente dalla pensione: se l’assegno non è sufficientemente capiente per coprire il debito in un’unica soluzione, o qualora il contribuente abbia scelto la via della flessibilità, scatterà la procedura di dilazione. Il recupero del debito fiscale avverrà in più rate mensili, con l’estinzione dell’ultima quota programmata entro novembre 2026.
