Andare in pensione non sempre coincide con il ritiro definitivo dal mondo del lavoro. Sono molti i cittadini che, per scelta o per necessità, scelgono di restare professionalmente attivi anche dopo aver ottenuto l’assegno previdenziale. Una decisione che ha un risvolto economico importante: i nuovi contributi versati non vanno affatto perduti, ma possono trasformarsi in un aumento strutturale del trattamento già in godimento. Lo strumento normativo che regola questa opportunità è il supplemento di pensione. Per usufruirne, però, è necessario presentare domanda all’Inps.
Il supplemento di pensione
Per prima cosa è importante chiarire che questo incremento non è fisso: varia a seconda del lavoratore. Il calcolo della cifra poggia infatti sui versamenti accumulati nella fase post-pensionamento, seguendo i criteri applicati alla prestazione principale. Nello specifico, per la quota contributiva maturata a partire dal primo gennaio 2012 si applica il metodo contributivo, mentre per le frazioni antecedenti si adottano i medesimi parametri usati per la liquidazione originaria.
L’incremento generato dal supplemento può essere assorbito, parzialmente o totalmente, dal sussidio assistenziale. Se l’assorbimento è totale, l’importo percepito resta invariato; se è parziale, il pensionato riceverà solo la quota eccedente il minimo.
Come richiederlo
Il supplemento di pensione, che non va confuso con la pensione supplementare (riservata a chi possiede spezzoni di contributi in gestioni diverse non sufficienti per un trattamento autonomo), può essere richiesto dai titolari di pensione diretta, di pensione supplementare o di assegno ordinario di invalidità. I tempi di accesso variano in base alla cassa previdenziale di appartenenza:
- FPLD e Gestioni Autonome: C’è una finestra d’attesa di cinque anni sia dalla data del primo pensionamento sia tra un supplemento e l’altro. Tuttavia, una volta nella vita e a condizione di aver già perfezionato l’età per la vecchiaia, è possibile usufruire del “supplemento a termine breve” dopo appena due anni;
- Gestione Separata: Qui il debutto è più rapido. Il primo ricalcolo può essere richiesto dopo soli due anni dalla decorrenza della pensione, senza l’obbligo del vincolo anagrafico della vecchiaia;
- Ex Enpals (Spettacolo e Sport): Il binario standard resta quello dei cinque anni, salvo specifiche deroghe biennali concesse a particolari categorie di lavoratori.
Presentare la domanda all’Inps
Come si legge sul portale dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, gli interessati devono presentare domanda online attraverso un servizio dedicato. In alternativa, è possibile servirsi degli enti di patronato, oppure rivolgersi al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164164 da rete mobile. È bene ricordare che l’aumento scatta dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione dell’istanza.
