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LIBERE OPINIONI

Preconcetto anti partite IVA

Spingere sulla contrapposizione fra dipendenti e autonomi è un esercizio fatto davvero male

Partite Iva, quando non conviene la tassa piatta: la soglia degli 85 mila euro (e le detrazioni ammesse)

Con la flat tax vengono premiate le partite Iva, un’autentica beffa per i dipendenti. La stampa progressista interpreta così la misura introdotta nella manovra che prevede l’applicazione della tassa piatta del 15% estesa a chi fattura 100mila euro l’anno dagli attuali 85mila. Un’interpretazione che certifica come è ancora diffusa l’avversione verso i lavoratori a partita Iva, evasori per definizione. Spingere sulla contrapposizione fra dipendenti e autonomi è un esercizio fatto davvero male. Pregiudiziale e quindi scorretto nel metodo e nella sostanza. Non si tiene conto delle caratteristiche del mercato del lavoro e in nome di un’incrollabile visione ideologica improntata allo statalismo, si prende di mira il popolo delle partite Iva, sicuramente l’anello più debole. Si evita di ricordare che un lavoratore autonomo paga per intero i contributi previdenziali. Per lui nessuna garanzia. Insomma, per assecondare l’ideologia ci si fa gioco della realtà. E ne fa le spese una porzione significativa di chi opera nel nostro Paese. Pensiamo al segmento artigiano che spesso lavora in condizioni di fragilità. L’insistenza del governo nella promozione della flat tax segnala l’attenzione alla fotografia dell’Italia reale. Una fotografia che fissa la platea di lavoratori autonomi che non sono super ricchi ma professionisti della porta accanto. Chi storicamente è iscritto al partito delle tasse si straccia le vesti per questo intervento di buon senso. Piuttosto, i lavoratori dipendenti dovrebbero lamentarsi con questi sostenitori della spesa pubblica fuori controllo perché tanto c’è il salvagente dell’incremento delle gabelle. Il progressismo anti riformista non ce la fa a riconoscere lo scatto in avanti del modello flat tax. La cultura liberista, per principio mai vessatoria verso i cittadini/persone/contribuenti, è chiamata alla sfida di studiare la sostenibilità della tassa piatta per tutto il mondo del lavoro. L’obiettivo nel tempo e secondo ragionevolezza, non può che essere la flat tax per tutti.

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