Sono in aumento i casi di automobili finite in panne, con il motore distrutto, a causa di carburante contaminato. Principali vittime sono le vetture alimentate a diesel. Subito dopo il rifornimento, compiono pochi metri e si fermano a causa dei danni. Danni che possono ammontare anche a 2mila/4mila euro.
Questo fenomeno sembra essere aumentato in questo periodo, e c'è una ragione. La legge attuale, infatti, prevede una quota di biodiesel (la miscela Fame) pari al 7% nel carburante per autotrazione. Il problema di questa miscela è che attira acqua e nelle cisterne dei distributori, spesso non pulite a dovere, possono portare alla proliferazione di alghe, melme e batteri. Specialmente quando fa più caldo. Queste sostanze vischiose, entrate nel motore, intasano i filtri, compromettendoli.
Il problema, però, non è soltanto questo. Come spiegato dalle Fiamme Gialle, che in questi giorni stanno facendo molti sequestri, ci sono carburanti "allungati" con oli vegetali, solventi o addirittura acqua. In questo caso non si tratta di una sfortunata casualità, come può essere considerata quella della presenza di alghe, ma di un'azione fatta con intenzione.
Quando si verificano di questi problemi, cosa fare?
Si fa fatica a risalire alle responsabilità, perché è difficile risalire la catena dell'approvvigionamento. A pagare è spesso il gestore finale, ossia il titolare del distributore di carburanti. Questo perché, secondo l'articolo 1490 del Codice Civile, è il proprietario della pompa di benzina a "vendere" un prodotto difettoso.
Il cliente può dunque chiedere un risarcimento, dato che dovrà affrontare costi significativi per riparare l'auto. Se il consumatore è in possesso dello scontrino fiscale (con data, ora e stazione di servizio) che attesta il rifornimento, può dimostrare che il guasto si è verificato a pochi chilometri dalla stazione di servizio ed ha messo a verbale che il suo mezzo è stato danneggiato da "gasolio sporco", allora ha diritto a un risarcimento integrale. Il risarcimento copre le spese di riparazione, il pagamento del carro attrezzi e l'eventuale uso di una macchina di servizio.
Attenzione, dunque, ad avere tutti questi elementi a disposizione. La mancanza di scontrino pregiudica il risarcimento.
Così come presentare denuncia dopo 8 giorni dalla scoperta del danno. Nessun risarcimento anche nel caso in cui venga a mancare l'elemento probante, ossia il filtro danneggiato (il meccanico deve conservare la prova in un contenitore sig
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