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Ti svuotano il conto con un bonifico? La banca deve rimborsare

In caso di frode, la banca è obbligata a risarcire la vittima se il bonifico parte senza autorizzazione del titolare del conto

Ti svuotano il conto con un bonifico? La banca deve rimborsare
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Importante sentenza del Giudice di Pace che chiarisce il ruolo della banca in caso di furto di denaro dal conto corrente. Esaminando un caso avvenuto a Empoli è infatti risultato che un istituto di credito è tenuto a rimborsare la vittima se il suo conto viene svuotato mediante bonifico non correttamente autorizzato.

Nella sentenza n. 32/2026 si parla infatti di un correntista che in una notte si è visto sottrarre 2.700 euro dal proprio conto corrente. Servendosi di un bonifico, avvenuto all'alba, i ladri erano riusciti a prosciugargli il conto. Il denaro era stato indirizzato su un conto lituano intestato a un beneficiario mai conosciuto prima. Da accertamenti era poi emerso che nei giorni precedenti al colpo, il correntista aveva installato a sua insaputa un malware sul proprio smartphone camuffato per aggiornamento di Google Chrome, e da lì era partito tutto. Una volta sottratte le credenziali della vittima, i cyber criminali avevano avviato il pagamento, facendo partire il bonifico.

La banca ha ovviamente preso le distanze dal fatto, puntando il dito contro il cliente, colpevole di negligenza. Il giudice, però, si è pronunciato in maniera diversa: secondo l'art. 10 del d. lgs. n. 11/2010, se il correntista dichiara di non aver mai autorizzato un'operazione bancaria (in questo caso un bonifico), deve essere la banca a presentare l'onere della prova dell'avvenuta frode. Nello specifico, all'istituto di credito spetta dimostrare che il pagamento è stato correttamente autenticato, il sistema ha funzionato senza intoppi e non si sono registrare falle nella sicurezza.

La banca ha portato prove nella speranza di dimostrare che il pagamento era stato effettivamente autorizzato, ma nessuna di esse ha convinto il giudice. Anche se le credenziali erano state correttamente inserite, in nessun modo si poteva provare che il cliente avesse autorizzato il pagamento. La responsabilità, dunque, è ricaduta sulla banca, il cui sistema di sicurezza non è stato capace di impedire la frode. Sono inoltre emersi diversi segnali che avrebbero dovuto mettere in allarme la banca, come l'orario in cui è stato effettuato il bonifico (in piena notte), il nome di un beneficiario mai utilizzato prima, l'importo di 2.700 euro e il conto con IBAN estero. Sarebbe stata necessaria, dunque, una verifica aggiuntiva.

id="docs-internal-guid-d3f771d9-7fff-fd28-c546-475a2207d7b1">Il Giudice di Pace ha quindi condannato la banca in questione a risarcire il cliente della cifra sottratta (2.700 euro), oltre che al pagamento delle spese legali.

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