Il Comune aiuta Rifondazione con l’affitto a prezzo politico

Centosessantotto metri quadri di terreno comunale concessi in locazione dal Comune di Sestri Levante al Partito della Rifondazione Comunista a 250 euro annui, Iva compresa, «esclusivamente ad uso di ricovero di materiali ed attrezzature impiegati nelle manifestazioni di partito». Così recita l'atto d'indirizzo della giunta Lavarello che rinnova per altri due anni, su formale richiesta del Partito, la concessione in scadenza il 31 agosto 2010. La faccenda sboccia nel 2006 quando i compagni non sanno proprio dove alloggiare baracche, sedie e tavolini fondamentali per feste all'ombra del Che. Una soluzione però ci sarebbe: chiedere un pezzetto di terra al Comune, là, in Valle Ragone, zona industriale e artigianale, qualche capannone, sicuramente defilata; tiri su una recinzione e piazzi la roba che sennò finisce a ramengo. Vabbè, ci provano, e soprattutto ci riescono. Il 6 ottobre 2006 viene firmata la concessione amministrativa in favore del Partito a condizione che il rapporto duri quattro anni; che il canone sia di 200 euro annui, Iva compresa, versati in unica soluzione; che la custodia e manutenzione dell'area e altre spese per i servizi siano a carico del concessionario; che, «ove il concessionario intenda insediare un'area di recinzione siano osservate le prescrizioni della commissione edilizia» (della serie qualche lavoro sì ma con giudizio!); la recinzione non deve superare i 2 metri e 50 e magari ci piazziamo «vasche destinate ad ospitare piante rampicanti per coprire la recinzione», che meno si deturpa in area industriale meglio è e il verde fiorito maschera e ingentilisce. Ma i quattro anni volgon al disio, e Rifondazione reitera l'istanza al Comune. Che dice va bene, che il partito resti pure in loco con baracca e burattini, ma riduce la concessione a due anni e aumenta il canone a ben 250 euro (IVA 20per cento compresa) annui, naturalmente «soggetto ad adeguamento annuale automatico», che qualche spicciolo fa sempre comodo. A destra strabuzzano, e, giusto in nome della par condicio, buttano lì che farebbe piacere anche a loro godere di una pezzettino di terra comunale, senza troppe pretese, mica con vista mare. Ergo, «anche noi del Pdl chiederemo all'amministrazione - informa il consigliere Marco Conti - un'area pubblica come ha fatto Rifondazione per poter sostenere le nostre iniziative». Che mica si può fare figli e figliastri, anche se il Che è sempre il Che, no?

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