Comune, lotta alla pipì in strada: "Multe da 1.500 euro a chi la fa"

Norme anti-degrado. In arrivo sessanta nuovi bagni pubblici da installare in città. L’assessore Cadeo: "Punizione esemplare per i trasgressori"

«Mi scappa la pipì, mi scappa la pipì, mi scappa la pipì papà... non ne posso proprio più, io la faccio qui...» cantava Pippo Franco nel 1979. A trent’anni di distanza, lasciarsi andare ai propri bisogni in mezzo a una strada o una piazza potrebbe costare caro: la multa per chi viene beccato a urinare per strada ammonta a 450 euro. Una bazzecola se confrontato con Londra o Barcellona, dove per una pipì «clandestina» si rischia di pagare addirittura a 1.500 euro. Ma non è detto che la tariffa non possa anche arrivare oltre la Manica.
L’assessore comunale all’Arredo urbano Maurizio Cadeo ha chiesto ai parlamentari lombardi di farsi promotori di un’iniziativa per modificare la norma che fissa a 500 euro il tetto massimo per la sanzione. Certo, basterebbe la buona educazione, ma a mali estremi... «Milano è e deve essere una città aperta, libera ed è inutile, a mio parere, mettere divieti su divieti: bastano 4 regole base di civiltà, che però devono essere rispettate alla lettera». Ecco il Cadeo-pensiero che ha ispirato l’assessore al decoro a chiedere sì che venga elevato l’importo della multa «per la sua funzione deterrente», ma anche a cercare di venire incontro ai bisogni della città, anche i più bassi. «Per questo chiedo di poter aumentare la sanzione: deve essere una punizione esemplare e avere un vero effetto dissuasore. Non è un caso, infatti, che abbia scelto come riferimento Londra o Barcellona: non si tratta certo di città “bacchettone“ o restrittive, anzi sono considerate universalmente capitali del divertimento, nel pieno rispetto delle regole, però».
Diversa, invece, la situazione nel resto d’Italia dove la pipì illegale viene punita con molto meno: lo scorso settembre il sindaco di Parma Pietro Vignali, ha firmato l’ordinanza che vieta di urinare per strada. Chi viene beccato dovrà pagare 300 euro. Stesso ammenda a Napoli. Il 15 settembre 2008 è il primo cittadino di Trieste a firmare la stesso testo, che fissa però a 500 euro la punizione per chi sgarra. Multa variabile, invece, per chi viene beccato a fare i propri bisogni nei carrugi di Genova: qui si paga da 25 a 500 euro.
Il fenomeno della lotta al degrado è diventato più urgente da quando si sono ingrossate le file del popolo della movida, che frequenta alcuni tra i luoghi più belli della città. E se alla basilica di San Lorenzo presto una cancellata proteggerà il sagrato e la basilica stessa da chi l’aveva eletta a vespasiano personale, negli altri quartieri di Milano verranno dislocati una sessantina di bagni chimici. Così non ci sarà scusa che tenga davanti al vigile che becca in flagrante il giovane, magari un pò brillo, a fare pipì al chiaro di luna...Ecco allora che una trentina di gabinetti pubblici sarà destinato ai quartieri del divertimento: date le ristrettezze economiche di Palazzo Marino, però, si partirà con 4 bagni a scomparsa alle Colonne di San Lorenzo, a Brera, all’Arco della pace e sui Navigli. I futuristici wc mobili, infatti, costano la bellezza di 40mila euro l’uno: una bella spesa, però, a tutto vantaggio del paesaggio. I bagni, che l’assessore all’Arredo urbano vuole importare da Londra, sono a scomparsa: «a impatto zero», almeno per l’ambiente. Scendono nelle viscere della terra quando sono inutilizzati, all’occorrenza salgono in superficie. Basta premere un bottone.
Non si tratta di fantascienza: i vespasiani invisibili potrebbero fare la loro comparsa in Ticinese e in Brera nel giro di tre mesi. Il preventivo è già sulla scrivania di Maurizio Cadeo, che a breve avanzerà la domanda alla ragioneria. Una volta ottenuto il via libera per il finanziamento si potrà procedere alla verifiche dei sottoservizi e partire con i primi scavi.
E intanto Cadeo incassa il primo punto a favore: il titolare al decoro Urbano di Trieste Paolo Rovis, commentando la nuova iniziativa del Comune, scrive sul suo blog: «Sono felice che a Milano verranno installati i wc a scomparsa, anche perché è esattamente quanto avevo proposto io di fare a Trieste due anni or sono».
Ai 30 vespasiani invisibili, se ne aggiungono altrettanti bagni chimici fissi che presto verranno collocati in vari punti della città, a impatto zero per le casse comunali. Sono, infatti, il risultato di un bando emesso da Atm nel 2005: i costi dei bagni chimici verrà ripagati con spazi pubblicitari della ditta che li produce sui mezzi pubblici. Della partita da trenta, quattro hanno già fatto la loro utile comparsa in via Morgagni, viale Argonne, viale Insubria e via Strozzi all’angolo con Caterina da Forlì. Nell’elenco molte aree verdi: i giardini Montanelli di via Palestro, il parco di Villa Litta, parco Giacosa, parco Anassagora, Chiesa Rossa e parco della Vettabbia. Ma anche l’aeroporto di Linate, via San Giusto, nei pressi dell’ospedale San Carlo, il Monte Stella, il parco di villa Scheibler, il parco Rogoredo e il Forlanini. Verranno a breve rimossi, invece, i bagni chimici stagionali, quelli cioè che vengono montati in primavera e smontati in autunno, nei parchi, giardini e giardinetti frequentati durante la bella stagione non solo da bambini, mamme, anziani.