Il governo, nella sua ultima finanziaria, introdotta dalla Legge di Bilancio (199/2025) ha previsto la cosiddetta rottamazione quinques che concede la possibilità, per i contribuenti, di mettersi in regola con il pagamento mancato di tributi o multe notificate tra il 2020 e il 2023, al netto delle more e dei tassi di interesse. Il governo ha dato la possibilità ai Comuni e le Regioni di aderire concedendo ai cittadini di mettersi in regola con tributi locali e multe arretrate. Al momento il Comune di Milano non ha aderito - nessuna delibera è stata predisposta al momento ma c'è tempo fino al 31 luglio - mentre molti comuni, governati per altro dal centrosinistra come Roma, Torino, Napoli, Genova lo hanno fatto. Il governo per altro ha lasciato alle amministrazioni la facoltà di decidere su quali tributi e su quali multe intervenire, indipendentemente dal fatto di riscuotere le imposte in proprio o tramite l'Agenzia delle Entrate.
Quali sarebbero i vantaggi se Palazzo Marino aderisse? A spiegarlo è Fabrizio de Pasquale, vicesegretario di Forza Italia: "Partiamo da un dato: nel bilancio sono iscritti come crediti inesigibili circa 330 milioni all'anno. Questo vuol dire che tra il 2020 e il 23 il Comune non ha incassato 1 miliardo e 320 milioni di euro, di cui la maggior parte è costituita dalle multe. Bisogna tenere conto del fatto che ogni anno Palazzo Marino non riesce a riscuotere circa il 40% delle sanzioni". Ammonta in media a 120/130 milioni il valore delle multe che Palazzo Marino non incassare ogni anno, cui bisogna aggiungere i tributi, quindi l'IMU, la TARI, la tassa di soggiorno, la tassa sulla pubblicità e l'occupazione di suolo pubblico. "Calcolando in misura molto prudente che solo il 5% di chi non ha pagato volesse approfittare della rottamazione - continua De Pasquale - arriveremmo a 70 milioni di euro circa. Ma bisogna calcolare anche che il Comune è costretto a mettere a bilancio 330 milioni, che sono appunto i crediti che non riuscirà a incassare. In sintesi: con la rottamazione entrerebbero in cassa non solo 70 milioni come minimo di multe e tributi finalmente riscossi, ma anche 70 milioni in meno come uscite vincolate". Liberandosi, allo stesso tempo, del fardello della macchina della riscossione, con tutti i suoi passaggi.
"I consiglieri comunali di Forza Italia presenteranno una mozione per chiedere che che il Comune aderisca alla rottamazione, provvedimento fortemente voluto da Forza Italia in occasione della Finanziaria - annuncia De Pasquale - a
tutela dei milanesi che in questo modo vengono discriminati. Non solo, Palazzo Marino si lamenta ogni giorno dei tagli del governo, e quando c'è una misura che consentirebbe di di incassare centinaia di milioni, non aderisce".