Un mistero sotto tutti i punti di vista. A cominciare dal ritrovamento. L'unica cosa certa è che si tratta di un morto ammazzato. Uno scheletro o meglio quello che resta di un uomo, infilato in un tombino «sigillato» nel bel mezzo di una fabbrica dismessa alla periferia di Monza.
Strana anche la «soffiata» che ha fatto rinvenire le ossa. Una telefonata anonima alla polizia di Milano e il ritrovamento del corpo ben nascosto. Il cadavere trovato ieri mattina poco dopo le 11 nellex cotonificio Fossati e Lamperti di Monza appartiene ad un uomo di alta statura, ridotto quasi a uno scheletro che è stato seppellito in un pozzetto di ispezione dei cavi elettrici, chiuso da un coperchio di cemento. La tomba era stata mascherata con detriti recuperati dallex fabbrica: si trattava quindi di una sepoltura volutamente mascherata e preparata con molta cura.
Sul posto sono arrivati gli agenti del Commissariato di polizia di Monza e gli uomini della squadra mobile milanese con gli esperti della Scientifica che hanno transennato tutta quanta la zona.
È mistero fitto sullidentità e sui motivi dellomicidio avvenuto sicuramente alcuni mesi fa. Che non si tratti di una morte accidentale infatti è lunica certezza dal momento che il pozzetto dispezione era ben nascosto proprio per ritardarne il ritrovamento. La zona è completamente isolata ed è frequentata di notte da tossicodipendenti, extracomunitari e balordi di ogni tipo tanto che più volte gli abitanti delle case attorno hanno chiesto che lamministrazione prendesse provvedimenti per garantire la sicurezza di chi vive in zona. Un semplice lucchetto separa la legalità della strada con l'interno senza legge della fabbrica dismessa. Lucchetto il più delle volte forzato.