Cortellesi: "Io vera polentona Bisio? E' all’amatriciana"

Intervista all’attrice romana che per il secondo anno conduce "Zelig", che riparte venerdì su Canale 5 in prima serata. Lo show festeggia la centesima puntata il 20 gennaio con tutta la squadra

Cortellesi: "Io vera polentona  Bisio? E' all’amatriciana"

C’è solo una cosa (o due,insieme alla vita privata) che sembrano fare affilare le unghie a Paola Cortellesi: darle della «precisina». Quan­do Claudio Bisio la eti­chetta così alla ricerca spasmodicadiundi­f­etto richiesto in conferenza stam­pa, la comica e mattatrice ribatte: «A casa mia si chia­ma professionali­tà ». Ahia. Zelig riparte -davenerdìinprimasera­ta su Canale 5, 15 puntate che marceranno indomite fino a prima­vera - e la comica romana si arma di un austero look british (con tanto di scarpe professorali coi lacci) per ri­cordare che l’entertainment, «a casa sua», va inteso all’anglosassone. Nonall’amatriciana,comevorrebbe il luogo comune. Quindi, anche per ridere le cose si fanno dannatamen­te sul serio.


Cominciamo dunque col dire che la«milanese»vera,qui a ca­sa «Zelig», è lei, Cortellesi, giu­sto? Bisio dice che ha dovuto la­vo­rare anche quando lei l’ha in­vitato a cena nella sua casa di Roma...
«Non esageriamo, anche se ormai con Milano ho un rapporto duraturo e speciale. Quella sera a Roma, quan­do lui stava girando il suo film che esce a breve (
Benvenuti al nord , ndr) gli ho offerto un piatto di bucatini e, già che c’eravamo gli ho fatto vedere su You Tube un paio di sketch di vec­c­hio varietà che potevamo rievocare.
E difatti,guarda un po’,ogni puntata io e lui quest’anno metteremo in sce­na un dialogo lui/lei di puro varietà ispirato alle gag tra Paolo Stop­pa e Rina Morelli
».


Lei spesso ha det­to che insegue sempre le novi­tà, ma a «Ze­lig » ci è ritor­nata. Qualche bis vale la pe­na, allora?
«Con Gino, Michele e Giancarlo Bozzo ci si era ripromessi di fare il punto a fine stagione scorsa e, bè, ci ho messo due minuti a dire di sì a un bis. Mi diverto come una pazza a Zelig . E poi dipen­de da cosa ci si accinge a fare. Anche Sanremo lo bisse­rei, se è per que­sto».


È una richiesta forma­le?

«Ci mancherebbe! Di tv per que­st’anno l’agenda è piena. Quindici puntate con Zelig sono una mazzata, e io farò la pendolare da Roma, ricor­do. Ma da diversi anni il festival ha di­mo­strato di essere qualcosa di prege­vole, oltre a essere la dimostrazione che quando la Rai crede fermamente in qualcosa, poi i risultati vengono».


A «Zelig» rivedremo una Cor­tellesi imitatrice? Si dice che la sua Moratti abbia tagliato elet­toralmente le gambe a quella vera, l'anno scorso...
«Ma dai! È come dire che porto sfi­ga.

Torna da venerdì il varietà di Canale 5, festeg­giando la centesima puntata e il record di 500 mi­la spettatori. Sempre dal teatro degli Arcimbol­di di Milano, sarà condotto ancora da Claudio Bi­sio e Paola Cortellesi. Per la centesima puntata, il 20 gennaio, torneranno sulla scena molti dei volti storici. Il cast è composto da una cinquanti­na di personaggi, alcuni dei quali al debutto.
La Moratti, come la Santanché, eranopersonaggichebensiprestava­no. Ma con questi nuovi governativi, ragazzi, èdurissima. Sontuttitecnici, senza uno storico come si dice. Chi li conosce? Secondometralorosirico­nosco mettendosi il cartellino ».


Nell’autunno scorso si è sposa­ta ( col regista Riccardo Milani, ndr): questa novità cambia qualcosa in chiave futura pro­fessionale? Magari con nuovi arrivi famigliari...
«Di questo non parlo volentieri, ma comunque le scelte famigliari so­no le cose importanti, e certo non si condizionano in base al lavo­ro ».


Lei dice che fug­ge la monda­nità ma in Campido­glio alle sue nozze c'era un par­terre de roi, si son visti Mo­randi, Kim Rossi Stewart, Valerio Mastandrea...
«Son venuti a sorpresa! No, scherzo. Però è un fatto che nel lavoro si conoscano persone con cui ci si trova. Anzi, io smentisco che il mondodellospettacolosiasolounni­do di vipere. In questo lavoro ho in­contrato diverse persone con cui ho
stretto sinceri rapporti».


Dopo il David di Donatello vin­to si sente responsabilizzata nella scelta di nuovi ruoli al ci­nema?
«No, mi baso sempre e solo su scel­te personali e sul feeling che sento col regista. Come è accaduto con Massi­mili­anoBrunoin Nessunomipuògiu­dicare : mi ha cucito un ruolo addos­so ».


Quali stimoli cerca ancora nel lavoro?

«Bè,sonodueglisfizichevorreito­gliermi: interagire anche per pochi attimi con quel grande artista che è Roberto Benigni, e interpreta­re­un ruolo solido e drammati­cointeatro.
Unbell’anti-eroe cupo shakespeariano co­me Riccardo III ».


Brava ma anche bel­la: per essere presa sul serio come co­mica agli esordi l'avvenenza è stata in qualche modo un

ostacolo?
«No, per il sempli­ce fatto che penso di avere una non-fac­cia, che ben si presta alla trasformazione. Non mi sento bella. E agli inizi certo non so­no stata notata per l’aspetto».

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