Costa costretto alla retromarcia

Paola Setti

Ha riformato il settore della formazione con una riforma che il settore della formazione ha giudicato un pasticciaccio brutto a esser buoni. Le critiche le ha dovute leggere sul Giornale, perché non ha mai aperto le porte al confronto che pure gli era stato richiesto dagli istituti coinvolti. Poi, invece di rispondere-spiegare-motivare, Massimiliano Costa il vicepresidente della Regione, appena tornato dal Brasile dove pure ha siglato accordi con il presidente Lula per la formazione dei bambini delle favelas, ha alzato la cornetta urlando. All’orecchio di don Alberto Lorenzelli, superiore provinciale dei salesiani per Liguria e Toscana e presidente nazionale della conferenza superiori maggiori d’Italia, che attraverso il Giornale ha rappresentato le istanze di centinaia di genitori e di operatori inferociti, spiazzati, preoccupati: «Lei ha detto un sacco di bugie». Poi, interpellato dal Giornale, ha dato il meglio di sé quanto a lezione di democrazia: «Avete scritto un sacco di sciocchezze». Quali? «Non rispondo». Perché? «Non rispondo». In verità, conferma don Lorenzelli: «Il Giornale ha interpretato con chiarezza il nostro pensiero. Solo che neppure io in questi giorni sono riuscito a far capire a Costa quale gravissima situazione ha creato: lui ripete che ha rispettato i profili formativi, cosa che nessuno gli contesta. Il problema qui è l’organizzazione dei corsi: non sono state rispettate le preiscrizioni, con il risultato, per esempio, che centinaia di ragazzi che pensavano di poter studiare a Genova dovranno trasferirsi altrove. E qui stiamo parlando di studenti già demotivati, che spesso provengono da situazioni familiari disagiate».
Comunque, adesso Costa farà marcia indietro. Non fosse altro che s’è ritrovato contro quel mondo cattolico che pure lo aveva sostenuto e votato alle ultime elezioni regionali. E che persino il presidente della Provincia e suo collega di Margherita, Alessandro Repetto, con pacatezza ma determinazione sulla riforma ha storto il naso, facendo sapere che il suo ente s’è trovato in forti difficoltà nell’applicarla. L’appuntamento con gli istituti, che da mesi chiedono di venire ascoltati, è stato fissato al 3 agosto. «Credo che in quella sede Costa ci informerà che sta cercando di rimediare agli errori commessi, (...)
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