La guerra tra Israele e Iran entra in una fase ancora più pericolosa: nelle ultime ore l’Idf ha colpito oltre 200 obiettivi, inclusi impianti energetici strategici, mentre Teheran ha rilanciato con minacce e attacchi contro infrastrutture nel Golfo.
Il Qatar denuncia missili su Ras Laffan, Arabia Saudita e Bahrein intercettano vettori, mentre si moltiplicano gli allarmi sullo Stretto di Hormuz. Sullo sfondo, gli Usa cercano di contenere il conflitto evitando un coinvolgimento prolungato.Teheran: "Distruggeremo impianti energetici nemici se attaccate i nostri"
L'Iran ha avvertito che distruggerà l'industria petrolifera e del gas dei suoi vicini del Golfo, che considera interessi americani, se il suo settore energetico verrà nuovamente colpito. "Vi avvertiamo ancora una volta che avete commesso un grave errore attaccando le infrastrutture energetiche della Repubblica Islamica, e la nostra risposta è già in atto", hanno annunciato le Guardie Rivoluzionarie in una dichiarazione diffusa dai media iraniani. "Se ciò dovesse ripetersi, gli attacchi alle vostre infrastrutture energetiche e a quelle dei vostri alleati non si fermeranno finché non saranno completamente distrutte, e la nostra risposta sarà molto più severa degli attacchi di questa sera".
A Tel Aviv sirene per missili iraniani, forti boati in centro
A Tel Aviv stanno suonando le sirene e nel centro si sentono forti boati. L'Idf ha riferito che sta intercettando missili in arrivo dall'Iran.
Trump non vuole altri attacchi agli impianti energetici iraniani
Donald Trump non vuole altri attacchi ai siti e agli impianti energetici iraniani. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali il presidente era stato informato in anticipo del raid di Israele contro il giacimento di gas di South Pars, il più grande al mondo. Trump ha ritenuto l'attacco come un messaggio a Teheran in risposta al blocco dello Stretto di Hormuz. Secondo il commander-in-chief, l'Iran ha recepito il messaggio. Per questo ora - riferiscono alcuni funzionari americani - si oppone a ulteriori attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane.
Trump comunque potrebbe tornare a prendere di mira gli impianti energetici iraniani, tutto dipenderà - spiegano i funzionari americani - dalle azioni di Teheran per lo Stretto di Hormuz, divenuto elemento cruciale dello scontro con l'Iran. Gli attacchi agli impianti petroliferi e di gas iraniani hanno fatto balzare i prezzi del petrolio, spingendo l'amministrazione americana sulla difensiva. Trump ha infatti sospeso per 60 giorni il Jones Act, che prevede che il trasporto di petrolio nelle spedizioni nazionali sia effettuato con navi costruite negli Stati Uniti, di proprietà americana e con equipaggio a stelle e strisce. L'amministrazione ha inoltre allentato le sanzioni contro il petrolio del Venezuela. Il vicepresidente JD Vance incontrerà giovedì le big del petrolio per discutere su come affrontare il caro prezzi.
Kallas sente Araghchi: "Sicurezza di Hormuz priorità Ue"
L'Alto rappresentante Ue Kaja Kallas ha parlato questa mattina con il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi dell'impatto della guerra sulla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. È quanto si apprende da fonti Ue. Kallas ha sottolineato che il libero transito attraverso questa via navigabile è una priorità per l'Europa. Ha esortato l'Iran a cessare ogni attacco alle infrastrutture critiche della regione e ha sottolineato che l'Ue sostiene l'allentamento delle tensioni e una soluzione diplomatica al conflitto. La conversazione, si precisa, ha avuto luogo prima dell'esecuzione di un cittadino europeo detenuto dal regime, che Kallas condanna con la massima fermezza.
Media: "Missile con bombe a grappolo su Hebron, uccise diverse donne"
Diverse donne sarebbero rimaste uccise nell'area di Hebron, in Cisgiordania, da un missile con bombe a grappolo iraniano. Lo riferiscono fonti palestinesi citate da Ynet News, secondo cui le donne si trovavano in un salone di bellezza colpito dal missile.
Le condoglianze di Putin a Mojtaba Khamenei per morte Larijani
Il presidente russo Vladimir Putin ha espresso le sue condoglianze alla Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei per la morte di Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, ucciso ieri in un raid israeliano. Lo ha riferito la tv di Stato iraniana Irib.
Qatar, intercettati 4 missili su 5, uno è caduto in zona Ras Laffan
Il Qatar ha intercettato 4 missili iraniani, uno dei quali è caduto nella zona di Ras Laffan, sede del più grande impianto di produzione di Gnl al mondo. Lo ha dichiarato il ministero della Difesa, citato da Al Jazeera. L'incendio che è scoppiato nel complesso, hanno riferito le autorità, "è sotto controllo".
Qatar, dopo attacco Teheran incendio nel maggior impianto del gas
Il ministero dell'Interno del Qatar ha segnalato un incendio nella zona di Ras Laffan, sede del più grande impianto di produzione di Gnl al mondo, a seguito di un "attacco mirato dall'Iran". L'azienda QatarEnergy conferma che Ras Laffan è stata oggetto di attacchi missilistici. "Le squadre di pronto intervento sono state immediatamente mobilitate per contenere gli incendi, che hanno causato danni ingenti. Tutto il personale è stato rintracciato e al momento non si segnalano vittime", ha dichiarato.
Qatar: "Incendio scoppiato a Ras Laffan in seguito a attacco Teheran"
Un incendio è scoppiato nell'area di Ras Laffan, in Qatar, "in seguito a un attacco iraniano". Lo ha confermato su X il ministero dell'Interno di Doha. A Ras Laffan, tra gli obiettivi segnalati nelle scorse ore dai Pasdaran per la rappresaglia al raid su South Pars, è quello che è ritenuto essere il più grande centro al mondo per la produzione e l'esportazione di gas naturale liquefatto.
Idf: "Oltre 200 obiettivi del regime iraniano colpiti nelle ultime 24 ore"
"Nelle ultime 24 ore, decine di caccia israeliani hanno colpito oltre 200 obiettivi del regime iraniano nell'Iran occidentale e centrale. Tra gli obiettivi: siti utilizzati dal regime iraniano per lo stoccaggio e il lancio di missili balistici e droni, nonché sistemi di difesa aerea, lanciatori di missili balistici e siti di produzione di armi. L'aviazione israeliana continua a colpire l'Iran occidentale e centrale con l'obiettivo di ridurre al minimo la potenza di fuoco contro lo Stato di Israele e per espandere la propria superiorità aerea in Iran". Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota.
Araghchi, reazione inevitabile a metodi terroristi israeliani
"Israele non si cura minimamente delle ripercussioni derivanti dalla normalizzazione dei suoi efferati metodi terroristici. Ma la comunità internazionale non dovrebbe ignorare questa imprudenza, poiché ad ogni azione corrisponde inevitabilmente sempre una reazione". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.
Pezeshkian: "Ripercussioni incontrollabili da raid infrastrutture energia"
"Condanno fermamente gli attacchi alle infrastrutture energetiche in Iran. Questi atti di aggressione non porteranno alcun vantaggio al nemico sionista-americano e ai suoi sostenitori". Lo scrive su X il presidnte irariano Masoud Pezeshkian che avverte: "Al contrario, complicherà le cose e potrebbe portare a ripercussioni incontrollabili i cui effetti si estenderanno al mondo intero".
Idf, colpiti oltre 200 obiettivi nel nord del Paese
L'aeronautica israeliana ha colpito oltre 200 obiettivi nell'Iran occidentale e centrale nelle ultime 24 ore. Lo riferisce l'Idf, spiegando che gli obiettivi includevano siti di stoccaggio e lancio per missili balistici e droni, nonché sistemi di difesa aerea e siti di produzione di armi.
Vance: "Trump non ci coinvolgerà in un pantano a lungo termine"
"Vi garantisco che il presidente degli Stati Uniti non è interessato a coinvolgerci in quel tipo di pantano a lungo termine che abbiamo visto negli anni passati". E' quanto ha detto il vice presidente JD Vance oggi in Michigan, sottolineando che Donald Trump ha affermato che l'Iran "non può avere un'altra arma, di questo si tratta, non vogliamo che gli iraniani vogliano un'arma nucleare". Riguardo poi alla vicenda di Joe Kent, il capo dell'anti-terrorismo che ieri si è dimesso affermando che l'Iran non costituiva una minaccia imminente tale da giustificare l'attacco, il vice presidente, anche lui come Kent un veterano che ha sempre assunto posizioni critiche riguardo agli interventi militari all'estero, ha affermato: "a nessuno piace la guerra". "A me piace Joe Kent - ha aggiunto, parlando del repubblicano che ha stretti legami con le milizie di estrema destra - va bene non essere d'accordo, detto questo, qualsiasi sia la tua opinione, quando il presidente degli Stati Uniti prende una decisione, il tuo lavoro è aiutare che questa decisione sia il più possibile efficace e di successo. E' così che faccio il mio lavoro - ha concluso - e credo che tutti nell'amministrazione dovrebbero fare così".
Ghalibaf, con raid su South Pars inizia nuova fase del conflitto
"Ieri sera, il popolo iraniano ha sventato tutti i piani dei nemici. Questi ultimi sono furiosi e disperati nei confronti del popolo iraniano e, attaccando le infrastrutture, cercano di nascondere le loro sconfitte sul campo di battaglia. Ovviamente, per loro ciò equivale a un suicidio". Lo ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, in riferimento al raid israeliano sugli impianti collegati al giacimento di South Pars. "La legge dell'occhio per occhiò è in vigore ed è iniziata una nuova fase del conflitto", ha aggiunto.
Centcom, colpiti oltre 7.800 obiettivi da inizio guerra
Il Comando militare centrale statunitense in un aggiornamento pubblicato sui social media ha affermato di aver colpito dall'inizio della guerra oltre 7.800 obiettivi in Iran e e danneggiato o distrutto più di 120 navi della flotta di Teheran. "Le forze del Centcom stanno colpendo obiettivi per smantellare l'apparato di sicurezza del regime iraniano, dando priorità ai luoghi che rappresentano una minaccia imminente", viene spiegato.
Riad, intercettatati due missili balistici
Il Ministero della Difesa saudita ha dichiarato di aver intercettato e distrutto due missili balistici lanciati verso la regione orientale del Paese. Lo riporta Al Jazeera. In precedenza era giunta la notizia di due forti esplosioni nei cieli di Riad probabilmente dovute allo stesso episodio.
Due forti esplosioni udite a Riad
Due forti esplosioni sono state udite a Riad, capitale dell'Arabia Saudita.
Khamenei, i criminali assassini pagheranno per il sangue di Larijani
"L'assassinio" di Ali Larijani "dimostra la sua importanza e l'odio che i nemici dell'Islam nutrono nei suoi confronti. Gli anti-islamisti devono comprendere che versare questo sangue ai piedi dell'albero del sistema islamico non fa che rafforzarlo. E naturalmente, ogni sangue ha un prezzo che i criminali assassini dei martiri dovranno presto pagare". Lo ha dichiarato la Guida suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei in un messaggio di condoglianze per l'uccisione di Ali Larijani, secondo quanto riportato da Tasnim. Khamenei ha descritto Larijani come "una figura di spicco" nella Repubblica islamica.
Qatar evacua impianto strategico gas dopo minaccia di rappresaglia iraniana
Gli impianti di Gnl di Ras Laffan, in Qatar, sono in fase di evacuazione. Lo scrive Times of Israel citando Reuters: una fonte informata ha affermato che l'evacuazione è stata disposta a seguito della minaccia iraniana di attaccare le infrastrutture energetiche del Golfo. L'Iran ha emesso un avviso di evacuazione per diverse infrastrutture petrolifere in Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar, affermando che sarebbero state colpite da attacchi "nelle prossime ore", come riportato in precedenza dai media statali iraniani. Ras Laffan è un importante polo energetico del Qatar.
Forze armate Iran: raderemo al suolo strutture di petrolio e gas dei nemici
L'Iran "raderà al suolo" tutte le infrastrutture energetiche dei suoi nemici in risposta agli attacchi ai suoi impianti di petrolio e gas. Lo ha detto un portavoce del Quartier Generale Centrale Khatam al-Anbiya - il comando unificato delle forze armate iraniane - citato dall'agenzia Tasnim. "Questo è un avvertimento fermo e chiaro ai criminali che hanno attaccato una parte delle infrastrutture energetiche e di carburante dell'Iran nel sud del Paese. Come conseguenza di questa azione, le infrastrutture per carburante, energia e gas collegate alla fonte dell'aggressione saranno bruciate e ridotte in cenere al più presto", ha dichiarato. Intanto, l'agenzia Tass riporta che il comandante della Marina dei pasdaran Alireza Tangsiri ha annunciato che "con l'aggiornamento della lista degli obiettivi, gli impianti petroliferi legati agli Stati Uniti saranno equiparati alle basi militari americane e saranno oggetto di pesanti attacchi. Avvertiamo i cittadini e i lavoratori di tenersi lontani da questi impianti".
Wsj, portaerei Ford diretta in Grecia per riparazioni
La più grande nave da guerra degli Stati Uniti, la portaerei Uss Gerald Ford, ha interrotto temporaneamente le operazioni in Medio Oriente e si sta dirigendo verso una base navale in Grecia per riparazioni. Lo ha riferito un funzionario statunitense al Wall Street Journal, secondo cui la nave rimarrà in porto per un periodo di tempo limitato e non tutti gli elementi del suo gruppo d'attacco la seguiranno. La scorsa settimana a bordo della Ford era scoppiato un incendio non legato a operazioni di combattimento mentre conduceva operazioni nel Mar Rosso. Sui danni causati dall'incendio si concentreranno le riparazioni in Grecia. Secondo il Wsj, inoltre, si stanno riscontrando problemi con il sistema fognario della nave. La Ford si sta avvicinando al più lungo dispiegamento nella storia della Marina degli Stati Uniti. La portaerei è stata inviata il mese scorso in Medio Oriente dai Caraibi e ha condotto operazioni in appoggio all'Operazione Epic Fury contro l'Iran.
Mosca, continueremo a sostenere il popolo iraniano
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, durante un briefing ha dichiarato che la Russia continuerà ad assistere il popolo iraniano "amico". "A causa della distruzione di numerosi ospedali e stazioni di ambulanze durante l'aggressione americano-israeliana, e del gran numero di civili feriti, tra cui donne e bambini, l'Iran ha chiesto alla Russia forniture mediche", ha osservato Zakharova, citata da Tass. "Siamo accorsi immediatamente in aiuto dei nostri vicini e partner strategici. Su istruzioni del presidente russo, Vladimir Putin, il 12 marzo un aereo da trasporto Il-76 del Ministero russo per le Situazioni di Emergenza ha consegnato il primo carico di aiuti umanitari richiesti", ha aggiunto la diplomatica.
Axios, Usa consapevoli che con Israele obiettivi diversi in Iran
Donald Trump è intenzionato a mettere fine alla guerra in Iran quando saranno raggiunti gli obiettivi militari e ritiene un cambio di regime come un "bonus". Lo riporta Axios citando alcune fonti dell'amministrazione, consapevoli che gli obiettivi finali e la propensione al rischio di Stati Uniti e Israele sono diversi. Alcuni all'interno dell'amministrazione Trump, infatti, ritengono che il presidente voglia finire le operazioni prima del premier israeliano Benyamin Netanyahu. "Israele ha altre priorità e lo sappiamo", ha detto un funzionario della Casa Bianca. "Israele non odia il caos. Noi sì. Netanyahu? Non così tanto, specialmente in Iran. Loro odiano il governo iraniano molto più di noi", ha messo in evidenza.
Direttore Cia, Teheran costituiva una minaccia immediata
"Ritengo che l'Iran costituisca una minaccia costante per gli Stati Uniti da un lungo periodo di tempo e che, in questo momento, rappresenti una minaccia immediata". Lo ha detto il direttore della Cia, John Ratcliffe, in un'audizione davanti alla commissione Intelligence del Senato. Ratcliffe ha contestato le dichiarazioni di Joe Kent l'ex capo del Centro nazionale antiterrorismo, che si è dimesso ieri, secondo cui l'Iran non rappresentava una minaccia imminente per gli Stati Uniti prima degli attuali attacchi di Usa e Israele.
Trump sospende Jones Act per 60 giorni per contrastare corsa prezzo petrolio
Donald Trump sospende per 60 giorni il Jones Act, la legge che impone che solo navi americane possano trasportare carichi tra un porto all'altro del Paese, nel tentativo di stabilizzare la corsa del prezzo del petrolio provocata dalla guerra con l'Iran. La temporanea sospensione della legge, varata nel 1920 con l'obiettivo di far crescere il settore del trasporto marittimo dopo la Seconda Guerra mondiale ed è stata più volte criticata come protezionista, "permetterà a risorse vitali come petrolio, gas naturale, fertilizzanti e carbone di circolare liberamente tra i porti americani per 60 giorni", ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Levitt. L'amministrazione Trump "rimane impegnata a continuare a rafforzare le nostre catene di approvvigionamento cruciali", aggiunge la portavoce spiegando che con la misura si intendono "mitigare le turbolenze a breve termine del mercato petrolifero mentre le forze militari Usa continuano a centrare gli obiettivi dell'Operazione Furia Epica". La sospensione della legge potrà ridurre i costi di trasporto di carburante e prodotti agricoli per nave tra i porti americani, ma secondo gli analisti la mossa potrà avere solo un impatto marginale sul prezzo della benzina, sottolinea il New York Times.
Gabbard, Iran non ha tentato di ricostruire impianti nucleari dopo attacchi giugno
L'Iran non ha tentato di ricostruire gli impianti di arricchimento dopo l'attacco americano del giugno 2025. Lo ha detto la direttrice dell'intelligence americana Tulsi Gabbard in un'audizione, smentendo Donald Trump e la posizione ufficiale della Casa Bianca.
Rutte, alleati Nato discutono di come arrivare a riapertura Hormuz
I Paesi Nato stanno discutendo la modalità migliore per arrivare alla riapertura dello Stretto di Hormuz, ha reso noto il segretario generale dell'Alleanza Mark Rutte, dopo che singolarmente hanno risposto negativamente alla richiesta di Donald Trump di partecipare a una missione di scorta delle petrolifere attraverso il passaggio. "Siamo certo tutti d'accordo nel dire che lo stretto deve essere riaperto. E che io sappia, gli alleati lavorano insieme e discutono del modo di procedere, del modo migliore di arrivarci", ha spiegato Rutte.
Iraq, importazioni di gas dall'Iran completamente interrotte
Le importazioni di gas irachene dall'Iran sono state completamente interrotte oggi, ha dichiarato il portavoce del ministero dell'Energia di Baghdad, in seguito agli attacchi statunitensi e israeliani contro un importante impianto di gas iraniano. Ahmed Moussa ha dichiarato all'agenzia di stampa irachena (Ina) che "a causa degli sviluppi regionali, le forniture di gas iraniano all'Iraq si sono completamente interrotte un'ora fa", con una riduzione di circa 3.100 megawatt di potenza, che "avrà certamente ripercussioni sulla rete". Nonostante le abbondanti riserve di petrolio e gas dell'Iraq, le sue centrali elettriche dipendono fortemente dal gas importato dall'Iran.
Gabbard, governo Iran è intatto ma ampiamente indebolito
"L'Iran dovrà ricostruire l'esercito se sopravvive alla guerra". Lo ha detto la direttrice dell'Intelligence nazionale Usa Tulsi Gabbard in un'audizione al Senato precisando che il "governo di Teheran è intatto" ma "ampiamente indebolito".
Gabbard, Teheran potrebbe sviluppare missile intercontinentale entro 2035
L'Iran potrebbe sviluppare un missile balistico intercontinentale prima del 2035, se il regime "tentasse di perseguire tale capacità". Lo ha affermato la direttrice della National Intelligence, Tulsi Gabbard, nel corso di un'audizione davanti alla commissione Intelligence del Senato. Tuttavia, Gabbard ha fatto notare che questa valutazione dovrà essere aggiornata una volta chiarita l'entità dei danni causati dagli attacchi statunitensi e israeliani contro le infrastrutture missilistiche dell'Iran. Gabbard è tornata al centro delle polemiche dopo le dimissioni, ieri, del direttore del National Counterterrorism Center, Joe Kent, di fatto il suo braccio destro, per il suo dissenso sulla guerra contro l'Iran. Stamani, prima dell'audizione, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha affermato che il presidente Trump mantiene la sua fiduzia nei confronti di Gabbard.
Tre feriti leggeri in Israele dopo raid Teheran, anche due bambini
Secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie, tre persone sono rimaste leggermente ferite nell'ultimo attacco missilistico balistico iraniano contro Israele. Lo riporta il Times of Israel. A Petah Tikva sono stati soccorsi un uomo di 44 anni e a due bambini di 13 e 12 anni rimasti feriti in un'esplosione. Inoltre stati segnalati diversi siti di impatto di munizioni a grappolo nella parte centrale di Israele, uno dei quali ha causato danni a un'abitazione.
Casa Bianca, su riapertura Hormuz Trump dialoga con alleati
Per la riapertura dello Stretto di Hormuz il presidente Trump "continuerà a dialogare con i nostri alleati, sia in Europa che nella regione del Golfo Arabico". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, parlando con i giornalisti. "Le forze armate degli Stati Uniti dispongono di notevoli capacità" e "hanno tuttora degli assi nella manica", ha aggiunto la funzionaria. "Esiste un piano. Ci stanno lavorando. Abbiamo già riscontrato alcuni progressi a tal riguardo", ma "il presidente continua a esortare i nostri alleati a farsi avanti", ha concluso Leavitt.
Danneggiata abitazione in centro Israele dopo ultimo raid Teheran
Secondo quanto riferito dai servizi di soccorso, diverse località del centro di Israele sono state danneggiate da munizioni a grappolo lanciate da un missile balistico iraniano. Lo riporta il Times of Israel. Un'abitazione è stata danneggiata mentre non si segnalano feriti.
Casa Bianca, affondate 120 navi di Teheran
Gli Stati Uniti hanno affondato "120 unità navali" iraniane dall'inizio del conflitto. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, parlando con i giornalisti. "È un fatto eccellente per la regione" e "serve a garantire che l'Iran non possa possedere, in modo permanente, una testata nucleare", ha affermato la funzionaria. Le forze armate Usa, ha aggiunto, "stanno svolgendo un lavoro straordinario per raggiungere questo obiettivo".
Pasdaran, evacuate le raffinerie in Arabia, Emirati e Qatar
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha emesso un avviso di evacuazione per le persone che vivono vicino a cinque impianti petroliferi in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. “Lasciate immediatamente queste zone e allontanatevi senza indugio”, le parole dei Pasdaran affidate ai media iraniani e riportate da Al Jazeera.
Merz, con Macron, Starmer e Meloni contatti quotidiani sulla guerra
"Con Macron, Starmer e Meloni siamo quotidianamente in contatto". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, al Bundestag, a proposito della guerra In Iran. "Questa guerra ci danneggia tutti, anche gli Usa", ha aggiunto sottolineando che "nessuno si può permettere" la crisi che comporta la guerra in Iran.
Fonti, attese proposte Onu al vertice Ue su Hormuz ma mancano Usa
Al vertice di domani "ci sarà sicuramente una discussione sulle possibili soluzioni" per garantire il traffico in sicurezza dello stretto di Hormuz. "Mi aspetto che anche il Segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, porti un paio di suggerimenti. Ma due dei protagonisti principali non saranno presenti domani, e questo limita le possibili conseguenze di tali discussioni". Lo afferma un'alta fonte diplomatica in vista del Consiglio europeo di domani. Quanto all'estensione del mandato della missione Aspides dal Mar Rosso, la questione è stata chiusa con il Consiglio Esteri di lunedì scorso, aggiunge la fonte.
Media, Israele si aspetta attacchi a strutture energetiche
Secondo una fonte militare che ha parlato con il quotidiano Israel Hayom, Israele prevede un'escalation da parte dell'Iran dopo l'attacco all'impianto del gas di di South Pars: "probabilmente Teheran risponderà cercando di colpire le infrastrutture energetiche in Israele e in tutta la regione". Stando ai dati dell'Energy information administration (Eia) degli Stati Uniti, il gas naturale fornisce circa l'86% della produzione di elettricità in Iran, rendendo questo giacimento una vera e propria arteria vitale per l'economia iraniana e per l'approvvigionamento energetico del Paese.
Mosca, proiettile ha colpito l'impianto nucleare di Bushehr, non ci sono vittime o danni
Un proiettile ha colpito l'impianto nucleare di Bushehr nel sud ovest dell'Iran, ha denunciato l'Iran, che ha notificato l'incidente all'Aiea, e la compagnia statale russa Rosatom - che ha contribuito allo sviluppo della centrale operativa dal 2011, unica centrale nucleare civile in Iran. Il ceo di Rosatom, Aleksei Likhachyov ha spiegato che ieri sera è stato colpito un punto adiacente alla centralina con i sensori e strumenti di misura, vicino all'unità operativa dell'impianto. Non ci sono state vittime e i livelli radioattivi sono nella norma. "Condanniamo categoricamente quello che è accaduto e chiediamo a tutte le parti di esercitare ogni sforzo possibile per de escalare la situazione nelle vicinanze della centrale nucleare di Bushehr", ha aggiunto Likhachyov. Teheran ha notificato all'Aiea che "un proiettile ha colpito il sito di Bushehr ieri sera" e precisato che non ci sono vittime o danni, come ha reso noto la stessa agenzia di Vienna. All'inizio del mese, in seguito all'inizio degli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l'Iran è stata sospesa la costruzione di altre due unità all'impianto di Bushehr anche se il personale russo inviato in Iran è rimasto sul sito per le operazioni di manutenzione. Secondo Likhachyov sono circa 480 i dipendenti di Rosatom ancora in Iran dopo due diversi interventi per l'evacuazione del personale dal Paese.
Pasdaran minacciano siti petrolchimici in Arabia, Qatar ed Emirati
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno emesso un avviso di evacuazione per gli impianti petrolchimici in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riportato mercoledì dai media statali citati da Iran International. L'avviso è giunto dopo che raid israeliani hanno colpito alcune parti degli impianti di gas di South Pars, in Iran.
Idf colpisce impianti nell'area di Hormuz per la prima volta
L'aviazione israeliana ha attaccato per la prima volta un impianto petrolchimico nel sud dell'Iran, Asaluyeh e South Pars, nella provincia di Bashehr, nell'area dello Stretto di Hormuz. Lo riporta Channel 12 citando una fonte militare israeliana, sottolineando che l'attacco è stato condotto in pieno coordinamento con gli Stati Uniti e che solo una parte dell'impianto è stata colpita. "Se il messaggio non verrà recepito, gli attacchi potrebbero estendersi", ha detto l'ufficiale citato da Channel 12.
Casa Bianca, la morte di Khatib una buona cosa per gli Usa
La morte del ministro dell'intelligence iraniano Ismail Khatib è una buona cosa per gli Stati Uniti. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt in un'intervista a Fox.
Israele prevede escalation da parte Teheran dopo attacco a impianto gas
Il quotidiano Israel Hayom, citando una fonte informata, afferma che l'attacco effettuato verso il principale giacimento di gas iraniano rappresenta "un'escalation" che danneggia circa un quinto della capacità di trattamento del gas di Teheran. Secondo la fonte, l'Iran probabilmente risponderà cercando di colpire le infrastrutture energetiche in Israele e possibilmente in tutta la regione.
Media, Israele ha colpito impianto gas con l'approvazione degli Usa
Un alto funzionario israeliano ha dichiarato che l'aeronautica israeliana ha colpito il più grande impianto di trattamento del gas naturale dell'Iran, situato nel sud-ovest del Paese, in coordinamento e con l'approvazione degli Stati Uniti. Lo rivela il giornalista di Axios Barak Ravid. Il governatore di Asaluyeh ha dichiarato che alcune strutture sono state messe fuori servizio per impedire la propagazione dell'incendio. Finora non si sono registrate vittime.
Nyt, la prossima decisione di Trump è se sequestrare il nucleare dell'Iran
La prossima decisione di Donald Trump sarà se, a prescindere dai rischi, sequestrare o distruggere il materiale nucleare iraniano quasi a livello di bomba che si ritiene sia immagazzinato ancora sotto una montagna a Isfahan. Lo riporta il New York Times secondo il quale l'operazione sarebbe fra le più audaci e rischiose della storia americana, di gran lunga più complessa dell'uccisione di Osama bin Laden o della cattura di Nicolas Maduro. Nessuno sa infatti con esattezza dove si trova tutto il combustibile, senza contare che se i contenitori venissero perforati fuoriuscirebbe gas tossico e radioattivo. Se invece i contenitori si avvicinassero troppo il pericolo sarebbe quello di una reazione nucleare accelerata.
Trump, Teheran sponsor del terrore, li stiamo mettendo fuori gioco
"Ricordate, per tutti quegli assoluti "idioti" là fuori, che l'Iran è considerato da tutti il principale stato sponsorizzatore del terrorismo. Li stiamo rapidamente mettendo fuori gioco!". Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump.
Stoccolma: l'Iran ha giustiziato un cittadino svedese
La Svezia ha reso noto che l'Iran ha giustiziato un cittadino svedese, che era stato arrestato dalle autorità di Teheran nel giugno 2025. "È con sgomento che ho appreso della notizia dell'esecuzione di un cittadino svedese avvenuta oggi in Iran", ha dichiarato la ministra degli Esteri Malmer Stenergard in un comunicato citato dall'agenzia Tt.
Teheran colpisce base aerea a Dubai dove sono stanziate truppe australiane
Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha confermato che un attacco iraniano notturno ha colpito la base aerea di Al Minhad, a circa 20 chilometri a sud di Dubai, dove sono di stanza oltre 100 soldati australiani insieme a un numero minore di personale britannico e americano. "Un blocco di alloggi e una struttura medica hanno subito danni lievi a causa di un piccolo incendio scoppiato in seguito all'impatto del missile con una strada di accesso alla base", ha dichiarato Albaenese, aggiungendo che non si sono registrate vittime. Questa è la seconda volta che la base viene colpita, essendo già stata precedentemente bersaglio di un drone iraniano.
Tusk esclude ripresa import idrocarburi Russia
La ripresa di "normali relazioni energetiche" con la Russia per l'Ue semplicemente "non è un'opzione". Lo ha sottolineato il premier polacco Donald Tusk, parlando stamani a Danzica alla vigilia del Consiglio Europeo, dopo che il primo ministro belga Bart De Wever ha dichiarato nel fine settimana al quotidiano L'Echo che l'Ue dovrebbe fare un accordo con Mosca, per riprendere ad importare idrocarburi dalla Russia. La Polonia, ha detto Tusk secondo una traduzione dal polacco fornita da fonti diplomatiche a Bruxelles, "è determinata, e ci aspettiamo lo stesso dall'Europa, a non dipendere mai più dal petrolio o dal gas russi. È una questione di vera sovranità. Collaboreremo con coloro dei quali possiamo fidarci, non con chi rappresenta una minaccia". "Sento voci - ha aggiunto - che suggeriscono che, alla luce della crisi energetica o del conflitto in Medio Oriente, forse si dovrebbero allentare le sanzioni e ripristinare le normali relazioni energetiche con la Russia. Questa non è un'opzione. Si tratta di sicurezza. Si tratta della sopravvivenza dell'intera comunità occidentale: l'Europa, la Polonia e l'alleanza transatlantica. E conto non solo sulla comprensione, ma sulla piena collaborazione dei nostri partner", ha concluso.
Riunione 007 e militari con Mantovano e Crosetto sul Medio Oriente
Si sono nuovamente riuniti stamane, alla presenza del ministro della Difesa, Guido Crosetto, e del sottosegretario con la delega alla Sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, i vertici militari e dell'Intelligence. E' stata l'occasione "per operare un aggiornamento sugli aspetti militari e di intelligence riguardanti la crisi nell'area del Golfo".
Prezzo del petrolio torna a salire su notizia attacco impianto Iran
Torna a salire il prezzo del petrolio dopo la notizia, diffusa dai media ufficiali iraniani, di un attacco all'impianto petrolifero del Paese a Asaluyeh. Il greggio Wti che in mattinata perdeva terreno con un ribasso di oltre il 3%, ha cambiato subito andamento e ora è risalito a 95,5 dollari al barile con un calo dello 0,7%.
Media, attaccati impianti iraniani di greggio e gas nel Golfo
Secondo i media statali iraniani parte del giacimento di gas di South Pars e degli impianti di Asaluyeh sono stati colpiti da un attacco statunitense-israeliano. "Una parte degli impianti petroliferi e del gas di South Pars e di Asaluyeh è stata presa di mira dal nemico sionista-americano", ha riportato l'agenzia di stampa Mizan.
Al-Sisi: "Dall'Oman sforzi di mediazione tra Usa e Iran"
Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha affermato il sostegno dell'Egitto "per gli sforzi di mediazione intrapresi dal Sultanato dell'Oman tra la parte americana e quella iraniana", auspicando, con il sultano omanita Haitham bin Tariq, che il conflitto possa "cessare il prima possibile". Durante un colloquio telefonico tra i due capi di Stato il presidente egiziano ha ribadito il suo sostegno agli Stati del Golfo e la condanna dell'aggressione iraniana, illustrando gli intensi contatti e le iniziative intraprese dall'Egitto a livello internazionale e regionale per allentare le tensioni e dare priorità alle soluzioni politiche e diplomatiche. "I due leader - afferma una nota della presidenza diffusa dopo il colloquio - si sono impegnati a proseguire le consultazioni e il coordinamento per rafforzare gli sforzi volti a ridurre le tensioni e ripristinare la stabilità regionale". L'Egitto ha anche rilanciato l'esigenza "di rafforzare l'azione congiunta per superare le gravi sfide e gli sviluppi regionali e di attuare il concetto di sicurezza nazionale araba collettiva per salvaguardare la sicurezza, la stabilità e la sovranità degli Stati arabi".
Trump, ipotesi responsabilità Hormuz a chi lo usa, così "alleatì reagiscono"
"Mi chiedo cosa succederebbe se 'eliminassimò ciò che resta dello Stato terrorista iraniano e lasciassimo che i Paesi che lo utilizzano, noi no, si assumessero la responsabilità della cosiddetta 'Strategià? Questo farebbe muovere in fretta alcuni dei nostri 'alleatì che non reagiscono!!!". Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sul suo social Truth, ipotizzando di dare in gestione lo Stretto di Hormuz ai Paesi che lo utilizzano.
Katz in una valutazione nel bunker di Tel Aviv: "Oggi sorprese importanti"
In una dichiarazione dal quartier generale della Difesa a Tel Aviv, il ministro Israel Katz, che ha incontrato nel bunker i vertici dell'Idf e il capo capo dell'intelligence militare, ha affermato che "nel corso della giornata sono previste importanti sorprese su tutti i fronti, che intensificheranno la guerra contro l'Iran e Hezbollah". "Siamo nel mezzo della fase decisiva. Nessuno in Iran gode di immunità e tutti sono nel mirino".
Bahrein: "Intercettati 130 missili e 234 droni da inizio ostilità"
Il Bahrein afferma di aver intercettato 130 missili e 234 droni "dall'inizio delle ostilità", da quando è iniziata la 'reazione' iraniana alle operazioni di Usa e Israele contro l'Iran il cui avvio è stato annunciato il 28 febbraio scorso. "I sistemi di difesa aerea delle Forze di difesa del Bahrein continuano a contrastare con successo ondate dell'aggressione terroristica iraniana" e "dall'inizio delle ostilità" sono stati "intercettati e distrutti 130 missili balistici e 234 droni diretti contro il Regno del Bahrein", riporta l'agenzia Bna citando il Comando generale delle Forze di difesa
Iran, media: attaccati impianti di gas naturale
Gli impianti collegati al gigantesco giacimento di gas naturale offshore iraniano di South Pars sono stati attaccati. La tv di stato e l'agenzia Irna hanno riferito dell'attacco contro alcune strutture ad Asaluyeh, nella provincia meridionale iraniana di Busheher. L'Iran condivide il giacimento nel golfo persico con il Qatar.
Il Cremlino condanna l'uccisione di Larijani
In risposta a una domanda sulla morte di Ali Larijani, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha detto ai giornalisti di "condannare senza riserve" l'uccisione dei leader iraniani.
Idf: preso di mira a Beirut istituto finanziario legato a Hezbollah
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito durante la notte alcune filiali di al-Qard al-Hasan, organizzazione che secondo Israele viene utilizzata per finanziare il braccio armato di Hezbollah.
Capo delle forze Basij ucciso mentre si nascondeva in tenda
Un alto funzionario dell'intelligence militare israeliana ha affermato che il generale Gholam Reza Soleimani, capo delle forze Basij iraniane, è stato ucciso mentre si trovava in una tenda nascosta sotto alcuni alberi in una zona boschiva. Il funzionario afferma che tali attacchi hanno lo scopo di inviare un messaggio chiaro: i leader iraniani "non hanno un posto sicuro".
"Circa 20.000 marinai su 3.200 navi bloccate nel Golfo"
L'Organizzazione marittima internazionale (Imo) rende noto che circa 20.000 marinai sarebbero bloccati a bordo di 3.200 navi nel Golfo Persico, a ovest dello Stretto di Hormuz, a causa della guerra in Iran. Il segretario generale dell'Imo, Arsenio Dominguez, ha sollecitato gli Stati di bandiera delle navi e i Paesi costieri a dare "priorità al sostegno dei marittimi in difficoltà" e "incoraggiato il loro rimpatrio, ove possibile".
Katz conferma: "Ucciso ministro Intelligence iraniano"
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha confermato ufficialmente l'uccisione del ministro dell'Intelligence iraniano Ismail Khatib, avvenuta questa notte. "Nel corso della giornata sono previste importanti sorprese su tutti i fronti, che intensificheranno la guerra che stiamo conducendo contro l'Iran e Hezbollah", ha aggiunto in una dichiarazione dal quartiere generale della Difesa a Tel Aviv. "L'intensità degli attacchi in Iran sta aumentando: siamo nel mezzo della fase decisiva. La politica di Israele è chiara e inequivocabile: nessuno in Iran gode di immunità e tutti sono nel mirino".
Esercito iraniano: "Utilizzati armamenti mai impiegati prima d'ora"
L'Iran afferma di utilizzare armamenti "mai impiegati prima d'ora". "In questa guerra abbiamo usato armamenti mai impiegati prima d'ora e ne utilizzeremo altri nei prossimi giorni", ha detto il portavoce dell'Esercito iraniano, Amir Akraminia, in dichiarazioni alla tv iraniana rilanciate dalla Cnn.
Quante navi hannio attraversato lo Stretto dopo l'inizio della guerra
Circa 90 navi, tra cui petroliere, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dall'inizio della guerra, permettendo all'Iran di continuare a esportare oltre 16 milioni milioni di barili di petrolio nonostante la via navigabile sia di fatto chiusa. Secondo quanto affermato dalla società di dati marittimi Lloyd's List Intelligence, molte delle navi che hanno attraversato lo stretto erano parte delle cosidette 'flotte ombrà, volte a eludere le sanzioni e la supervisione dei governi occidentali e probabilmente legate all'Iran. Sempre secondo Lloyd's List Intelligence, almeno 89 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz tra il 1° e il 15 marzo, tra cui 16 petroliere. Un dato in calo rispetto ai circa 100-135 transiti giornalieri precedenti la guerra. Si ritiene che oltre un quinto delle 89 navi fosse affiliato all'Iran, mentre tra le restanti figurano navi cinesi e greche.
Starmer: "Serve accordo negoziato per gestire minaccia"
il primo ministro britannico Keir Starmer in un post su Substack ha scritto che servirà "un accordo negoziato" che possa "contenere la minaccia iraniana" una volta che "cesseranno i combattimenti" che "hanno indebolito le capacità militari del regime iraniano. Ora è chiaro che l'operazione statunitense ha indebolito enormemente le capacità militari dell'abominevole regime iraniano, ma la domanda è: cosa succederà dopo? Quando cesseranno i combattimenti - ha sottolineato il premier britannico - avremo bisogno di un qualche tipo di accordo negoziato per contenere la minaccia rappresentata dall'Iran, per limitare la sua capacità di ricostruire il programma nucleare, di rappresentare una minaccia missilistica balistica, di armare le sue milizie per procura e di limitare la minaccia che può rappresentare per la navigazione internazionale".
Crosetto: "Hormuz non è solo problema occidentale, l'Onu dia cenno di vita"
"Condivido le preoccupazioni del mondo, quindi quello che sta succedendo a Hormuz crea problemi economici che entrano in tutte le famiglie del mondo", dice il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un'intervista a Skytg24. "In quelle asiatiche, perché quel petrolio va principalmente in Asia. Da noi, perché la mancanza di quel petrolio fa aumentare il prezzo di tutto il resto dell'energia, compresa la nostra, anche se la maggior parte del nostro petrolio non arriva da Hormuz. Per cui dobbiamo intervenire. Penso che debba farlo il mondo, visto che è un problema mondiale. E cosa è meglio delle Nazioni Unite? Non possiamo pensare sia un problema soltanto occidentale o un problema degli alleati degli Usa. Dobbiamo pensare di coinvolgere l'India, la Cina stessa, e fare in modo che le Nazioni Unite diano un cenno di vita di cui abbiamo bisogno tutti e magari da questo conflitto trovare soluzioni anche per altri".
Servizi segreti israeliani: "Ucciso il ministro intelligence dell'Iran"
I segreti israeliani affermano che il ministro dell'intelligence iraniano Esmaeil Khatib è stato ucciso durante l'attacco avvenuto nella notte a Teheran. Non ci sono ancora conferme ma Iran International, media iraniano di opposizione con sede all'estero, aveva detto che Khatib era uno degli obiettivi militari delle Idf.
Centcom: "Colpiti siti missilistici vicino Stretto di Hormuz con bombe perforanti"
Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) in un comunicato fa sapere che le forze armate statunitensi hanno colpito siti missilistici iraniani vicino allo Stretto di Hormuz con bombe anti-bunker da 2.270 chilogrammi, aggiungendo che gli attacchi hanno avuto successo. "I missili da crociera antinave iraniani posizionati in queste aree rappresentavano un rischio per la navigazione internazionale nello stretto".
Cina: non c'è una data per la visita di Trump
La Cina ha dichiarato di essere in contatto con gli Stati Uniti in merito al viaggio di Donald Trump, inizialmente previsto per la fine di marzo ma poi rinviato, ma non si è espressa riguardo a una possibile data, dopo che il presidente americano ha annunciato la sua visita tra poco più di un mese. "Sia la Cina che gli Stati Uniti continueranno a mantenere i contatti in merito alla visita del presidente Trump in Cina", ha dichiarato Lin Jian, portavoce del ministero degli Esteri cinese, durante una conferenza stampa.
Crosetto: "L'Italia non partecipa alla guerra, per Hormuz serve accordo internazionale"
"Come ha detto chiaramente la presidente Meloni, ma abbiamo ribadito anche il Ministro degli Esteri ed io, l'Italia non partecipa a questa guerra, nessuna nazione europea partecipa a questa guerra, non è una guerra nostra. Abbiamo tutti l'interesse, tutto il mondo ha l'interesse che Ormuz non sia coinvolta all'interno di questa guerra, perché per Ormuz passa oltre il 20% del gas e del petrolio che ogni giorno riforniscono tutto il resto del mondo, tutte le attività commerciali, la vita in tutto il resto del mondo". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervistato a Mattino5 su Canale 5. In merito alla protezione dello Stretto di Hormuz il ministro ribadisce che "serve un accordo internazionale perché questo avvenga e noi come Italia saremmo molto lieti se ci fosse una missione che mette insieme tutto il mondo per garantire il passaggio dell'energia a Hormuz. Non è invece una cosa fattibile quella di mandare delle navi che potrebbero essere interpretate come navi che partecipano a una guerra e non a un corridoio di pace, che è la risposta che un pò tutti i Paesi hanno dato all'invito di Trump, non dicendo che non è importante Hormuz, non dicendo che non hai ragione sul fatto che sia indispensabile creare un corridoio, ma il modo per crearlo è quello di partire magari da un'organizzazione al di sopra delle parti come le Nazioni Unite".
Libano, 12 morti nei raid israeliani sul centro di Beirut
Secondo un bilancio aggiornato del ministero della Salute libanese, gli attacchi israeliani sul centro di Beirut di stamattina hanno causato almeno 12 morti. Il ministero ha dichiarato che gli attacchi nei quartieri di Basta e Zuqaq al-Blat, nel centro di Beirut, hanno causato anche 41 feriti.
Iran: media, ministro Intelligence Khatib preso di mira in raid stanotte
Secondo quanto appreso da Iran International, il ministro dell'Intelligence iraniano Esmail Khatib è stato bersaglio di attacchi aerei notturni a Teheran. Al momento non sono disponibili informazioni sul suo destino.
Teheran: "Le conseguenze di questa guerra colpiranno tutto il mondo"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi fa sapere che conseguenze della guerra in Medio Oriente "colpiranno tutti" e ha accolto con favore le critiche al conflitto provenienti dai paesi occidentali. "L'ondata di ripercussioni globali è appena iniziata e colpirà tutti, indipendentemente dalla ricchezza, dalla religione o dalla razza", ha scritto ieri sera Araghchi allegando al proprio messaggio una copia della lettera con cui l'alto funzionario antiterrorismo statunitense Joe Kent ha protestato contro la guerra.
Nuovi raid israeliani a Beirut e Sahmar
Un nuovo raid aereo israeliano ha colpito un edificio nel quartiere di Zokak el-Blat a Beirut, in Libano. Le immagini trasmesse in tv mostrano diversi appartamenti del palazzo avvolti dalle fiamme. L'attacco è stato effettuato senza alcun preavviso da parte di Israele. Lo riporta L'Orient Le Jour. Almeno quattro persone sono rimaste uccise in un attacco israeliano che ha preso di mira quattro case nella città di Sahmar, nella valle della Bekaa. Secondo il Ministero della Salute, gli attacchi israeliani in Libano hanno causato la morte di 912 persone e il ferimento di altre 2.221 a partire dal 2 marzo. La Protezione Civile libanese afferma che 11 dei suoi membri sono rimasti feriti in un attacco israeliano alla città di Nabatieh. Secondo le autorità libanesi, gli attacchi israeliani sul Libano hanno causato oltre un milione di sfollati, di cui più di 130.000 ospitate in centri di accoglienza ufficiali.
Arabia saudita, distrutto drone in volo verso quartiere diplomatico Riad
Il ministero della Difesa dell'Arabia Saudita ha dichiarato che le sue forze hanno abbattuto un drone questa mattina mentre si avvicinava al quartiere diplomatico della capitale Riad, che ospita l'ambasciata statunitense e altre missioni straniere.
Bombe a grappolo a Tel Aviv, due morti
Il servizio di ambulanze Magen David Adom annuncia la morte di due persone rimaste gravemente ferite nell'impatto di una bomba a grappolo iraniana nel sobborgo di Ramat Gan, a Tel Aviv. Si tratta di un uomo e di una donna.