Mondi e nottate confusi, dove ragazze in cerca di un po' di soldi e di notorietà ronzavano intorno ai giovanotti dorati della serie A. Lì, nelle lunghe notti milanesi che iniziano in discoteca e finiscono nella suite di un grand hotel, si incrociano sei anni fa le piste di Alessandro Bastoni - allora ventun anni, alla sua prima stagione all'Inter - e di M. Che ha diciassette anni, e se si mette da sera ne dimostra qualcuno in più, ma che nelle chat di Bastoni e dei suoi amici viene chiamata senza mezzi termini «la minorenne». «La minorenne ti vuole c...», nel linguaggio da trivio raccontato alla Procura di Milano dai messaggi di whatsapp.
Ora, per quella notte con M., Bastoni è indagato per utilizzo della prostituzione minorile. Pena, da sei a dodici anni. Domani verrà interrogato e la sua linea difensiva, anticipata dal suo legale Salvatore Scuto, è netta: «Escludo categoricamente», dice l'avvocato «che Alessandro Bastoni abbia avuto rapporti a pagamento, a maggior ragione con una minorenne». Se sesso c'è stato, è stato libero e consensuale tra due quasi coetanei: e in questo caso non c'è reato. La linea difensiva di Bastoni si appoggia anche alla versione, sostanzialmente identica, fornita da M. agli inquirenti quando è stata interrogata: «Non sono una prostituta, non mi sono prostituita con Bastoni e non ho preso soldi». Anche lei, come si vede, non nega l'incontro ravvicinato col calciatore. Ma lo riporta nell'ambito di una scelta libera di entrambi.
Tutto a posto, dunque? In realtà l'invito a comparire notificato martedì a Bastoni dice che la Procura vuole andare fino in fondo: anche per capire se al posto dei soldi siano stati offerti a M. (ma anche alle altre ragazze finite a letto con Bastoni e un'altra cinquantina di calciatori) altri corrispettivi: cene, visibilità, occasioni che potrebbero fare comunque parlare di prostituzione.
Nell'avviso a Bastoni si legge che «in concorso con Ronchi Deborah e Buttini Emanuele (i due titolari della Made, società di eventi, ndr) quali promotori di un'associazione finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione anche minorile e con Salomone Alessio (il contatto diretto di Bastoni, ndr) induceva la minore M. a prostituirsi in cambio di un corrispettivo in denaro o altra utilità». È quest'ultima espressione il passaggio cruciale: «Altra utilità». Meno sfumata la conclusione della serata, nella ricostruzione dei pm: Bastoni «nella serata del 10 luglio 2020 e nella notte dell'11 luglio consumava atti sessuali con la minore M. dietro il versamento del prezzo della prestazione sessuale e dell'organizzazione dell'incontro».
Dell'organizzazione della serata parlano nei dettagli Bastoni e Salomone, il giorno precedente: con il calciatore che tira sul prezzo della cena a base di sushi, «tanto le ragazze non mangiano una sega» e l'amico che gli dà del tirchio («io conosco gente che guadagna 1.500 euro al mese ed è più brillante di te»).
Ma a raccontare bene il rapporto tra il difensore nerazzurro e Salomone è secondo i pm un altro messaggio: «Ormai sono il tuo tuttofare e non ho manco una maglietta. Comunque hai capito quando c'è qualche ragazza mandami i profili e la contatto io». Risposta di Bastoni: «Sei un leone».