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Cronaca giudiziaria

Inchiesta Sogei: Deas, cade l’accusa di tentato peculato

La Procura di Roma ha escluso ogni contestazione a carico della società nell’inchiesta Sogei. Deas risulta quindi estranea a qualsiasi ipotesi di reato oggetto dell’indagine

Procura indaga

Cade definitivamente l’ipotesi di tentato peculato nei confronti di Deas, società di cybersicurezza fondata da Stefania Ranzato e guidata dal generale Enzo Vecciarelli. La Procura di Roma, all’esito delle indagini, ha escluso ogni contestazione a carico della società nell’ambito dell’inchiesta Sogei. Deas, inizialmente coinvolta quale persona giuridica ai sensi del d.lgs. 231/2001, risulta pertanto oggi estranea alle ipotesi di reato oggetto dell’indagine.

In una nota, la società interviene anche sulle posizioni delle persone fisiche coinvolte, precisando che “l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ex articolo 415-bis c.p.p. non costituisce una richiesta di rinvio a giudizio, né tantomeno implica alcun accertamento di responsabilità”.

“Si tratta, al contrario, di una fase nella quale la difesa, dopo aver preso piena conoscenza degli atti di indagine, può esercitare tutte le proprie prerogative: presentare memorie, produrre documentazione, chiedere il compimento di ulteriori atti investigativi e rendere interrogatorio, offrendo così ogni elemento utile a chiarire definitivamente la posizione degli interessati”, prosegue Deas.

“Siamo pienamente fiduciosi che, all’esito di questo confronto e dell’esame complessivo degli atti, potrà emergere l’assoluta estraneità delle persone coinvolte ai fatti contestati e che la vicenda possa chiarirsi in tempi brevi”, conclude la società.

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