Un altro rimpatrio. Questa volta si tratta di un cittadino bengalese, residente a Monfalcone con la moglie e i figli minori, condannato dal Tribunale di Gorizia per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. L’uomo è stato ritenuto responsabile di diversi episodi violenti contro la moglie: spinte, schiaffi e pugni al viso. Nemmeno la gravidanza della donna lo ha fermato, avendo adottato il medesimo atteggiamento anche mentre lei era incinta. L’ennesimo episodio in cui si manifesta l’incompatibilità tra una certa cultura e quella occidentale, come sottolineato dall’europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint: “Chi non rispetta la dignità umana, la parità tra uomo e donna, chi usa violenza contro le donne e i bambini e chi non riconosce la libertà di scelta di ogni persona non può rimanere nel nostro Paese.
Per questo ringraziamo la Questura di Gorizia, le forze dell’ordine e il Prefetto per il lavoro svolto. Dobbiamo proseguire con sempre maggiore determinazione su questa strada. La riforma dei criteri per il rilascio e il mantenimento dei permessi di soggiorno che abbiamo proposto va proprio in questa direzione: non limitarsi a intervenire dopo la commissione di un reato, ma impedire che possa continuare a soggiornare in Italia chi dimostra di non rispettare le regole del nostro ordinamento, i principi di dignità umana e i valori fondamentali su cui si fonda la nostra convivenza civile”.
