Dopo mesi di sospensione, il processo a carico di Francis Kaufmann, conosciuto anche con l'alias Rexal Ford, può riprendere il suo corso. La prima Corte d'Assise di Roma ha infatti stabilito che il quarantaseienne statunitense è nuovamente in grado di partecipare al dibattimento e ha disposto il suo ritorno in carcere. L'uomo è accusato del duplice omicidio della compagna, Anastasia Trofimova, e della figlia di appena undici mesi. I corpi delle due vittime furono ritrovati il 7 giugno 2025 all'interno di Villa Pamphilj, a Roma, in un caso che ha profondamente colpito l'opinione pubblica. La decisione dei giudici rappresenta una svolta importante nell'inchiesta e consente alla macchina processuale di ripartire dopo il lungo stop legato alle condizioni psichiche dell'imputato.
La perizia: "Disturbo psicotico in remissione"
A determinare la ripresa del processo è stata la consulenza depositata nei giorni scorsi dai periti nominati dalla Corte. Secondo quanto riportato nell'ordinanza, gli specialisti hanno riscontrato un netto miglioramento delle condizioni psicologiche dell'imputato rispetto ai mesi precedenti. "Ford presenta una significativa remissione del disturbo psicotico acuto e transitorio precedentemente diagnosticato", si legge nella relazione peritale presa in esame dai magistrati. Una valutazione che ha portato i giudici a ritenere superate le ragioni che avevano imposto l'interruzione del procedimento.
Il ricovero nel reparto di psichiatria del Santo Spirito
Nei mesi scorsi Kaufmann era stato trasferito nel reparto di psichiatria dell'ospedale Santo Spirito di Roma dopo che gli accertamenti medici avevano evidenziato un quadro clinico incompatibile con la partecipazione consapevole al processo. Proprio quella diagnosi aveva determinato la sospensione del dibattimento e l'avvio di un percorso di osservazione e monitoraggio sanitario. Secondo le indicazioni mediche, il quarantaseienne avrebbe dovuto seguire una terapia farmacologica per circa un mese.
Il rifiuto delle cure
Uno degli aspetti che ha maggiormente attirato l'attenzione degli esperti riguarda il comportamento tenuto dall'imputato durante il ricovero. Secondo quanto emerso dagli atti, Kaufmann avrebbe infatti sempre rifiutato di assumere il farmaco prescritto dai medici. Nonostante la mancata adesione alla terapia, però, i professionisti incaricati dalla Corte hanno comunque rilevato un miglioramento delle sue condizioni mentali. Un elemento che ha consentito di rivalutare la sua capacità di affrontare il procedimento giudiziario.
Gli psichiatri: "Può partecipare al processo"
Nelle conclusioni depositate davanti alla Corte, i periti hanno espresso una posizione chiara. "La situazione clinica attuale è compatibile con la capacità di Ford di partecipare al processo nel quale egli è imputato". Secondo gli specialisti, dunque, l'imputato è oggi in grado di comprendere il significato del procedimento e di prendervi parte. Una valutazione che ha avuto un peso decisivo nella scelta dei giudici di autorizzare la ripresa del dibattimento.
Compatibile anche con il regime detentivo
La Corte d'Assise ha condiviso le conclusioni degli esperti. Nel provvedimento viene infatti sottolineato che lo stato psicofisico dell'imputato risulta compatibile con il ritorno in carcere.I magistrati evidenziano tuttavia la necessità di mantenere un adeguato controllo sanitario durante la detenzione. Nell'ordinanza si parla infatti di uno "stato fisiopsichico dell'imputato compatibile con il regime detentivo, salva la necessità di apprestare un adeguato monitoraggio clinico". Ciò significa che Kaufmann tornerà in cella ma continuerà a essere seguito sotto il profilo medico.
Il caso che ha sconvolto la cronaca
L'imputato deve rispondere dell'omicidio della compagna Anastasia Trofimova, 29 anni, e della figlia di undici mesi. Il ritrovamento dei corpi all'interno di Villa Pamphilj aveva dato il via a un'indagine complessa e molto seguita dall'opinione pubblica. Nel corso dell'inchiesta gli investigatori hanno ricostruito gli ultimi movimenti della famiglia e raccolto elementi che hanno portato all'accusa nei confronti del cittadino statunitense. Da allora il procedimento ha attraversato diverse fasi, compresa quella relativa alla valutazione delle condizioni mentali dell'imputato.
Fissata la data della prossima udienza
Con il ritorno in carcere di Kaufmann, il processo può finalmente entrare di nuovo nel vivo. La prossima udienza è stata fissata per il 6 luglio, data nella quale la Corte d'Assise tornerà a esaminare il fascicolo e a proseguire l'istruttoria. Sarà il primo appuntamento dopo la sospensione dovuta alle condizioni psichiatriche dell'imputato e segnerà una nuova fase del procedimento giudiziario.
La ripartenza del processo
La decisione dei giudici riporta sotto i riflettori uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi anni nella Capitale. Dopo mesi di incertezza legati alla capacità processuale dell'imputato, la Corte ha stabilito che non esistono più ostacoli alla prosecuzione del dibattimento.
Ora sarà il processo a dover chiarire definitivamente responsabilità, dinamica e contesto del duplice omicidio che ha portato alla morte di Anastasia Trofimova e della sua bambina, in una vicenda che continua a suscitare forte attenzione.