Mercoledì mattina era il ricercato numero uno, il terrore del quartiere Prati, il cecchino della capitale. Oggi poco ci manca che passi per il Buon Samaritano: dopo aver sparato a una giornalista era sceso in strada per soccorrerla, ma poi aveva rinunciato perché, sai come è, c’era troppa gente sul marciapiede.
Edoardo Ciardiello Crescimanno è di nuovo a casa, libero. Anche se avrebbe sparato sette volte con la sua carabina ad aria compressa. Libero lui, libero il bengalese che in un supermarket di Torino ha palpeggiato pesantemente una tredicenne, libero il senegalese che ha preso a calci due poliziotti dalle parti di Roma Termini, liberi tutti. E anche l’uomo che tentò di rapire una bambina all’Esselunga di Bergamo.
In carcere c’è Mario Roggero, il gioielliere che si era difeso dall’assalto di tre rapinatori e aveva impugnato la sua pistola, uccidendo due malviventi e ferendo il terzo. Anche il tribunale di sorveglianza di Milano, dopo quello di Torino, ha stabilito che per ora Roggero resta nel penitenziario di Bollate. Poi, eventualmente, sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a valutare un provvedimento di clemenza, insomma una grazia magari parziale.
Il punto non è che lui sia in cella, anche se la sua situazione turba l’opinione pubblica che naturalmente sta tutta o quasi dalla sua parte, il problema è che gli altri per una ragione o per l’altra sono fuori. A cominciare dal cecchino di Roma: colpisce dalla finestra di casa sua, anche se nessuno lo sa, e provoca ferite dolorose, pure se non mortali. Una commercialista viene colpita al polpaccio, la scrittrice Cristina Stillitano finisce in ospedale con uno sbrego al braccio. E se fosse stata centrata all’occhio cosa sarebbe accaduto?
L’altra sera, ormai braccato, si presenta dagli investigatori ed evita in extremis l’arresto in flagranza. Insomma, una denuncia a piede libero per lesioni aggravate è quel che ha stabilito la legge. Certo, non deve essere il massimo per chi passeggia da quelle parti o vive nel suo palazzo e magari se lo trova in ascensore, ma questa è la situazione.
D’altra parte è tornato subito libero anche il bengalese che aveva toccato la ragazzina, terrorizzandola. Il video mostra che poco prima aveva molestato un’altra donna. Parliamo di un reato, la violenza sessuale, che prevede come misura standard la custodia cautelare, ma il giudice la pensa diversamente, sottolinea pentimento e collaborazione, lo mette fuori. Qualche giorno fa, il Riesame accoglie il ricorso della procura e ordina l’arresto che però non viene eseguito, in attesa di una terza pronuncia da parte della Cassazione. È libero anche l’africano che aveva picchiato due agenti a Roma Termini. È da notare che le lesioni contro le forze dell’ordine - questo l’illecito contestato - sono un reato autonomo, con una pena più alta, per di più inasprita di recente. Tutto inutile, il giudice ha convalidato l’arresto, ma non ha disposto il carcere e neppure i domiciliari Una scelta legittima, sia chiaro con le leggi attuali, ma i cittadini restano sconcertati. Certo, il mancato arresto non equivale a un’assoluzione e l’uomo potrebbe entrare in carcere dopo un’eventuale condanna definitiva. Ma quanto tempo passerà e intanto cosa accadrà?
Sono domande che rimbombano ogni giorno sui giornali e in tv: la percezione generale è quella dell’impunità, fra lentezze, buonismo, interpretazioni super garantiste del codice, cavilli.
Anche lo sventurato che a Bergamo aveva addirittura provato a rapire una bambina all’ingresso di un supermarket è stato assolto per la totale incapacità di intendere e di volere . Sacrosanto. L’hanno chiuso in una Rems, dove però i posti scarseggiano e l’allarme suona di nuovo: cosa riserverà il futuro? In cella è bloccato «solo» Roggero che difendeva la famiglia, la gioielleria, il lavoro. È un paradosso, ma è quel che è davanti ai nostri occhi.
