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Cronaca giudiziaria

Non favorì Sempio: archiviata l’accusa all’ex pm Venditti. Dubbi sui carabinieri

Passati al setaccio i conti del magistrato, nessun esito Restano invece in piedi i sospetti di corruzione sul padre di Andrea

L'ex procuratore di Pavia Mario Venditti arriva in tribunale per l'udienza davanti al tribunale di riesame, Brescia, 14 ottobre 2025. ANSA / FILIPPO VENEZIA

«Ciò non significa che ogni ombra sia stata dissolta». L’ex magistrato Mario Venditti esce incolume dall’inchiesta bis sul delitto di Garlasco, l’accusa di corruzione nei suoi confronti viene ieri archiviata dal giudice preliminare di Brescia che accoglie la richiesta avanzata (in gran segreto) nel giugno scorso dalla locale Procura della Repubblica. Ma lo stesso decreto che dichiara inconsistenti le accuse a Venditti è un pesante atto d’accusa contro le prime indagini che nel 2016 e 2017 vennero condotte a carico di Andrea Sempio, archiviate in modo sbrigativo. Il giudice bresciano elenca meticolosamente le innumerevoli anomalie di un’indagine fatta per affossarla. L’indagine di allora salvò quel Sempio che oggi la Procura pavese accusa di essere il vero assassino di Chiara Poggi.

La corruzione vi fu, dunque. Giuseppe Sempio, padre di Andrea, resta indagato. Il fascicolo a suo carico per corruzione è stato già separato da quello su Venditti, ed è in fase di restituzione alla Procura di Pavia, che ora dovrà rispondere alla domanda cruciale: se papà Sempio è il corruttore e Venditti è innocente, chi sono allora i corrotti? Il giudice bresciano ipotizza «un accordo collocato al livello della polizia giudiziaria operante», cioè i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura. Che erano Silvio Sapone, Antonio Scoppetta, Giuseppe Spoto. Erano gli uomini di fiducia di Venditti: «Proprio la vicinanza al magistrato, nota all’interno dell’ufficio, rende plausibile che taluno della Sezione potesse far credere di poter incidere sulle sue determinazioni».

I conti di Venditti sono stati passati al setaccio senza risultato. Hanno dato invece risultato le analisi dei conti dei Sempio, da cui sono usciti decine di migliaia di euro per destinazione ignota. Dove sono approdati? Tra le anomalie vengono citate le tante intercettazioni che i carabinieri liquidano come incomprensibili, mentre erano fin troppo chiare: «Cacciando i soldi si sistema. Non sono i 50 euro, parliamo di cifre molto più...». A trascrivere erano i carabinieri. Gli stessi carabinieri - ricorda il giudice - che quando interrogano Sempio lo avvisano prima, così lui si può preparare, e che attivano le intercettazioni solo su una delle auto dell’indagato. Il decreto ricorda una confidenza importante ricevuta da Sempio e riferita ai genitori, parlando di «un sistema in cui loro cercavano di prendere le persone che erano sottoposte ad indagine se mi dai i soldi ti aiuto».

Tutto questo non sarebbe accaduto se le indagini del 2016 fossero state affidate da Venditti e dalla sua pm Giulia Pezzino «a nuclei investigativi esterni, dotati di più adeguata attrezzatura e di maggiore specializzazione». La Pezzino, interrogata a Brescia, ha dato una sua spiegazione: l’indagine venne affidata alla «squadretta» di Venditti «per evitare fughe di notizie». Ora sono il procuratore di Pavia Fabio Napoleone e Stefano Civardi a dover colmare i buchi: chi furono i corrotti? Papà Sempio fu l’unico a voler pagare? Il movente a Pavia pensano di saperlo già: Andrea Sempio è l’assassino di Chiara, pagò per farla fanca. E ci riuscì.

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