La Rai non avrebbe fornito le motivazioni alla base del provvedimento assunto nei confronti di Sigfrido Ranucci. A sostenerlo è Roberto De Vita, legale del conduttore di Report, che contesta alla tv pubblica di non aver esplicitato i fatti e le circostanze richiamati nel provvedimento.
L’ira di Ranucci scaricato. Caccia alle streghe su Presutti“La Rai, dopo aver dichiarato formalmente l’esistenza di ‘continue pressioni, opacità, commistione, interferenze, obiettiva incompatibilità’ ha comunicato in data odierna che non intende esplicitare le ragioni di fatto e le circostanze alla base di quel che ha scritto con il provvedimento assunto nei confronti di Sigfrido Ranucci”, afferma De Vita.
Secondo il legale, l’assenza di ulteriori precisazioni dimostrerebbe che non vi sarebbero motivazioni fattuali esplicitabili. “Qualora vi fossero stati fatti concreti, non avrebbe avuto difficoltà a rappresentarli. Si tratta, a tutta evidenza, della insussistenza di motivazioni fattuali ovvero di ragioni esplicitabili”, sostiene l’avvocato.
Sui social Ranucci strumentalizza le parole di CrosettoDe Vita considera inoltre particolarmente grave la scelta della Rai: “Grave che lo faccia un datore di lavoro, ancor più grave che lo faccia un’azienda pubblica”.
