Se c’è una si pongono su Garlasco è come facciano a convivere due colpevoli per un solo delitto commesso da una sola persona. Il partito degli innocentisti di Alberto Stasi si ingrossa dopo ogni comunicato della procura pavese, di colpo di scena (vero o presunto), di diretta tv in live social. Per i pm, ormai convinti dell’innocenza dell’allora fidanzato di Chiara Poggi, c’è un solo killer: si chiama Andrea Sem pio. Eppure, una sentenza c’è. Non è scolpita nel granito, le norme certamente prevedono una sua «revisione», ma la strada appare «lunga e tortuosa», per dirla con le parole della procura generale milanese guidata da Francesca Nanni. Chiusa l’indagine in cui l’ormai ex commesso di Vigevano è accusato di omicidio, e passata la ventina di giorni previsti dalle norme per eventuali interrogatori o memorie, la procura guidata da Fabio Napoleone si appresta quindi a chiedere il rinvio a giudizio. Il 38enne andrà probabilmente a processo, come ipotizzano persino i suoi legali. «Non ci sono elementi che possano giustificare il rinvio a giudizio», sono le parole Angela Taccia, che lo difende insieme al collega Liborio Cataliotti. «Tuttavia crediamo che ci sarà, anche per il clima mediatico che si è creato. Ma non temiamo nulla, perché quando uno lavora seriamente ed è nella verità delle cose, non deve temere nulla». C’è anche chi scommette – e siamo nel campo delle ipotesi - che questo non avverrà, e che nessun gup a Pavia, il giudice preliminare, si prenderà l’onere di decidere il rinvio a giudizio di un presunto colpevole quando un colpevole, per la giustizia, c’è già. E che quindi aspetterà un’eventuale richiesta di revisione della procura generale milanese che scorra su un binario parallelo fino a sentenza, sempre eventuale, della corte d’Appello bresciana. Procedimento che potrebbe nascere dall’istanza di revisione dei legali di Stasi, che sarebbe già al lavoro con i suoi legali.
Un altro scenario su cui scommettono altri è che i due procedimenti – il processo a Sempio, e la revisione di Stasi – finiscano su due rette senza incontrarsi mai, almeno fino al terzo grado di giudizio del 38enne. Di fronte a due sentenze definitive, potrebbe essere una terza decisione della Suprema Corte a tirare le somme. Siamo alla fan ta -giudiziaria, ma così è.
