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Cronaca giudiziaria

Lancia un tavolo, petardi, bottiglie e sanpietrini contro le forze dell’ordine durante gli scontri a Milano: il giudice lo mette ai domiciliari

Il 21enne era stato arrestato durante i disordini del 17 e del 18 ottobre: è stata accolta la linea della difesa, che ha evidenziato l’assenza di precedenti e di appartenenza a gruppi organizzati

Il tribunale del Riesame di Milano ha disposto la scarcerazione di un 21enne, ordinando per lui la custodia cautelare a seguito degli sconti e della guerriglia urbana registrati in città il 17 e 18 ottobre. Il soggetto, a cui sono stati concessi gli arresti domiciliari, è accusato di resistenza pluriaggravata per aver lanciato contro le forze dell’ordine vari oggetti e arredi urbani come petardi, cassonetti, bottiglie, sanpietrini e persino un tavolino metallico, indossando un passamontagna con l’immagine di un teschio e opponendo ulteriore resistenza con calci e pugni al momento del fermo.

La decisione del collegio presieduto da Caterina Ambrosino recepisce l’orientamento della difesa, curata dall’avvocato Michele D’Agostino, ed è stata accompagnata dal parere favorevole della pubblico ministero Giovanna Cavalleri. La procura ha evidenziato come, pur dinanzi alla gravità dei comportamenti contestati nell’ambito delle manifestazioni violentate da gruppi numerosi, l’assenza di precedenti penali e la mancata appartenenza del ragazzo a sigle o gruppi organizzati consentano di affievolire le esigenze di prevenzione del rischio di reiterazione, garantendole adeguatamente tramite la detenzione domestica. Un orientamento che si scontra con la gravità dei fatti a lui contestati, però.

La misura si inserisce in un quadro di revisione delle posizioni cautelari nate dal maxi-bilancio dei disordini, che tra il 17 e il 18 ottobre avevano portato all’arresto di 10 maggiorenni e 35 minorenni con addebiti che arrivano fino alla devastazione e al saccheggio. Contestualmente, il giudice per le indagini preliminari Fabrizio Filice ha rimesso in totale libertà un altro indagato di 24 anni, inizialmente collocato ai domiciliari: gli accertamenti coordinati dalla procura hanno chiarito la sua semplice presenza passiva durante il fermo di un minore, escludendo condotte di aggressione o lesione verso gli agenti operanti. Proseguono intanto le discussioni dei ricorsi difensivi sia davanti al Tribunale della Libertà sia presso le sezioni specializzate del Riesame per i minorenni. Ancora una volta, il messaggio che rischia di passare alla popolazione è quello di una sostanziale impunità da parte di chi si adopera per trasformare le città in campi di battaglia, sfogando rabbia e repressione contro i rappresentanti dello Stato.

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