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Lavitola in procura a Roma per l'interrogatorio. L'avvocato: "Amico fraterno di Ranucci"

Deve essere interrogato dai magistrati per i quali è il mandante dell'azione dinamitarda avvenuta nell'ottobre del 2025 a Pomezia (Roma) all'esterno della villetta dove il conduttore di Report vive con la famiglia

Lavitola in procura a Roma per l'interrogatorio. L'avvocato: "Amico fraterno di Ranucci"
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L'avvocato Sergio Cola, difensore di Valter Lavitola, entrando in procura a Roma dove è in programma l'interrogatorio davanti ai pm del proprio assistito, indagato nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato nell’ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci, ha detto: "È sconvolto per le accuse che gli sono state mosse e ciò in ragione dello stretto e fraterno rapporto di amicizia che ha con Ranucci come confermato dallo stesso giornalista".

In un'intervista al Corriere Ranucci è tornato a ribadire quanto già dichiarato: "Io posso solo pensare che lui non avrebbe mai voluto fare del male a me e alla mia famiglia. Ho piena fiducia nel lavoro della magistratura e in quello dei nuclei dei carabinieri che stanno indagando su questa storia. Le loro indagini sono state straordinarie sotto ogni profilo, anche quello etico e morale. Secondo me c'è qualcosa che non torna. Per esempio, sicuramente lui non poteva sapere quella sera quando sarei tornato a casa. Ho riletto i messaggi che ci siamo scambiati, non credo che siano dettagli", aggiunge Ranucci, "però è anche vero che bisogna aspettare ulteriori sviluppi nelle indagini". Il giornalista continua: "Fra di noi penso ci sia un affetto sincero.

Quindi posso immaginare, ma è solo una mia ipotesi, che l'attentato non fosse tanto diretto a me, piuttosto a qualcun altro per non farmi arrivare qualche notizia. Ecco perché comunque penso che non mi avrebbe mai fatto del male. Insomma, un gesto trasversale".

- articolo in aggiornamento -

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