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Cronaca giudiziaria

Manager infedeli smascherati dai whatsapp sui pc aziendali

Lo scontro per il controllo di un colosso della nautica finisce in procura. Il complotto ai danni di un imprenditore viene a galla anche grazie all’archivio storico delle chat conservate sui server

Superlusso Uno yacht della Tisg, The Italian Sea Group: con cantieri a La Spezia e Marina di Carrara è l'azienda leader del settore italiano

Uno scontro frontale per il controllo di un marchio storico della nautica di lusso finisce in Procura. Il proprietario accusa cinque manager - quasi l’intero gruppo dirigente - di averlo tradito passando informazioni a un concorrente, e di averlo sabotato portando l’azienda sull’abisso: in modo da farla finire nelle mani dello stesso rivale. E butta sul tavolo delle prove che trasformano questa storia di battaglie imprenditoriali in una istruttiva finestra sulla privacy delle comunicazioni di chiunque usi whatsapp. Perché il titolare dell’azienda usa per incastrare i suoi dipendenti i messaggi che si sono scambiati per mesi: messaggi che tutti consideriamo inviolabili ma che in questo caso non lo sono. Viaggiavano sui server e sui telefoni aziendali, e lì sono stati recuperati a ritroso, fino a raccontare in presa diretta la trama del tradimento.

Al centro di tutto Tisg, ovvero The Italian Sea Group: cantieri a La Spezia e Marina di Carrara, leader italiano negli yacht fino a 50 metri, in catalogo mostri del mare lunghi fino a 150, clienti in tutto il mondo, fatturato da 350 milioni, quotata in Borsa. Barche di Tisg solcano i mari nelle versioni top con i marchi di Armani e Lamborghini. Tisg è la creatura di Giovanni Costantino, pugliese, 63 anni: che fino al febbraio scorso era convinto di essere alla testa di una azienda florida. E invece di colpo scopre che la realtà è molto meno rosea. I conti correnti sono ridotti al lumicino. Lo spettro del crac incombe. L’azienda ottiene di accedere al «concordato in bianco» per salvarsi. Come è stato possibile che un amministratore delegato non si sia accorto che la barca faceva acqua da tutte le parti? La risposta di Costantino è una sola: sono stato tradito dal mio staff, dai manager di cui mi fidavo ciecamente. Dentro l’azienda si è creato un «sodalizio criminale» che ha devastato deliberatamente i conti, organizzandosi per tenermi all’oscuro. Costantino mette nel mirino i «rapporti coltivati dai medesimi dirigenti con il cavalier Massimo Perotti»: ovvero il principale concorrente di Costantino, alla testa del gruppo rivale Sanlorenzo. Che la settimana scorsa si fa avanti per rilevare dall’amministrazione giudiziaria la traballante Tisg.

Costantino il 9 marzo denuncia i cinque ex manager alla Procura di Genova. E in agosto inoltra un supplemento di denuncia allegando quello che considera la «pistola fumante» del complotto ai suoi danni, pagine e pagine di messaggi whatsapp scambiati tra i cinque, da cui - dice - emergono con chiarezza le manovre del «sodalizio criminale», nonché particolari inquietanti. Come il passaggio in cui uno dei cinque commenta così la nomina da parte di Costantino di due avvocati fiorentini: «È talmente idiota che li ha presi a Firenze dove il presidente del tribunale è mio cugino (..) mio cugino se sono di Firenze mi dice vita morte e miracoli e ce li portiamo dalla nostra».

Ma Costantino dove ha preso i messaggi whatsapp del suo staff? Nessun trojan. Nessuna intercettazione abusiva. Semplicemente, i manager usavano whatsapp sui cellulari aziendali e anche whatsapp web, il software per messaggiare dal computer. Quando i cinque si sono dimessi, è bastato affidare a un tecnico informatico i loro portatili, ripristinare su nuovi dispositivi lo «storico» di whatsapp, esportare le sessioni di messaggistica ancora attive, recuperare i backup e le sincronizzazioni sul cloud. Ed è saltato fuori di tutto.

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