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Cronaca giudiziaria

Milano, fermato il killer di Corsico. Aggredì al grido: “Allah Akbar”

Abdelghani, egiziano di 39 anni senza fissa dimora, frequentava l’operaio 41enne da un mese. Qualche giorno prima del delitto era stato fermato per lesioni dopo l’attacco con coltello a un City Angel

Nel Milanese Il condominio di via Parini, zona residenziale di Corsico, dove è stato trovato il cadavere di Alessio Borrelli

MILANO C’è una mano sporca di sangue su un vetro, a Corsico, e da lì bisogna ripartire. Non è un dettaglio, è la firma di un uomo che non sapeva di firmare nulla: un’impronta lasciata sulla porta a vetri di un bilocale in via Parini, l’ultimo gesto di chi esce da una scena che ha appena creato, senza sapere che quella scena parlerà per lui.

Alessio Borelli, 41 anni, viene trovato morto nella sua casa l’11 luglio, tre giorni dopo essere stato ucciso. A dare l’allarme sono i vicini, allertati dal cattivo odore. I vigili del fuoco scendono dal tetto perché la porta è chiusa a chiave, e chi entra per primo trova quello che resta di un uomo strangolato con una sciarpa e finito con una coltellata alla giugulare, dopo aver tentato, inutilmente, di difendersi con un coltello che si spezza nella colluttazione.

Bisogna tornare indietro di tre giorni per capire, alla mattina dell’8 luglio, quando dall’ultimo piano del palazzo salgono urla che i vicini sentono distintamente. Arrivano i carabinieri, bussano, nessuno apre. Sarà quello, stabiliranno poi gli inquirenti, il momento esatto della morte di Borelli un uomo che muore dietro una porta chiusa mentre fuori, nel pianerottolo, la legge è già arrivata e non lo sa.

Chi ha ucciso Alessio Borelli si chiama Ahmad Abdelghani, 39 anni, egiziano, senza fissa dimora, arrivato in Italia nel 2022 da Lampedusa e a Milano dall’anno successivo. Con la vittima aveva una relazione da circa un mese, uno di quei legami clandestini e già logori che a volte si consumano più in fretta di quanto durino, e che gli inquirenti oggi contestano come aggravante, insieme all’abuso di ospitalità: per un periodo, l’assassino aveva vissuto proprio in quella casa.

C’è però un antefatto che sembra scritto apposta per l’ironia crudele della cronaca nera. Due giorni prima di uccidere Borelli, la sera del 6 luglio, Abdelghani aggredisce con un coltello alcuni volontari dei City Angels a Lambrate, urlando «Allah Akbar». Viene arrestato, si rifiuta di sbloccare il telefono, ma i carabinieri gli chiamano il 112 dal suo stesso cellulare per risalire al numero. Un espediente burocratico, quasi banale, che diventerà la prova regina di un altro delitto, non ancora avvenuto. Il 7 luglio viene processato per direttissima e scarcerato con il divieto di dimora nel milanese. Ventiquattr’ore dopo è a Corsico, a casa di Borelli, a ucciderlo.

Le indagini della compagnia di Corsico e del nucleo investigativo di via della Moscova, coordinate dal pm Ilaria Perinu, incrociano due tracce che sembrano non poter comunicare tra loro e invece si parlano perfettamente: le celle telefoniche agganciate nell’orario del delitto e quel numero ottenuto due giorni prima con una chiamata al 112. È lo stesso numero. Il cerchio si chiude. A questo si aggiungono le impronte, anche insanguinate, isolate sui due coltelli sequestrati in casa e inviate al Ris di Parma, più quelle trovate in bagno e naturalmente quella mano che, senza saperlo, aveva già firmato tutto.

Abdelghani viene rintracciato all’alba di ieri nell’area boschiva dietro l’ex Palasharp, e poi nella ricostruzione più precisa dietro la stazione dei bus di Lampugnano, dove alcuni senzatetto dormono nelle tende. Un uomo che due giorni prima aveva urlato in strada e che, dopo aver ucciso, si è dissolto nella città che meglio sa accogliere chi non vuole essere trovato: i boschi ai margini, i binari, le tende. Viene fermato con l’accusa di omicidio aggravato dal vincolo affettivo. Alessio Borelli aveva provato a chiamare il 112, quella mattina: è riuscito a dire soltanto «buongiorno». Poi la linea è caduta. In quel silenzio, probabilmente, è arrivata la coltellata che lo ha ucciso.

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