Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 11:15
Cronaca giudiziaria

Aggressioni con la minicar, sequestrati i telefoni ai ragazzi e ai genitori

Sarà il Tribunale dei minori a decidere eventuali provvedimenti nei confronti del 17enne e del 16enne accusati di tentato omicidio. Il prof: “Negli ultimi giorni sembrava smarrito”

La minicar utilizzata da due minorenni per le aggressioni nel quartiere Monteverde della Capitale.L'episodio pi� grave � stato quello registrato il 5 ottobre ai danni di Davide Iacopini operato e ricoverato in terapia intensiva dell'ospedale San Camillo. Roma ,14 ottobre 2026 ANSA-NPK

«Non ce lo saremmo mai aspettato». All’uscita di scuola, un liceo di Monteverde, i compagni di Andrea (nome di fantasia, ndr), il 17enne alla guida della microcar che ha seminato il terrore nel quartiere, sono sconvolti. «Un ragazzo modello, apprezzato dai professori anche se zoppicava in alcune materie. Comunque un tipo tranquillo, mai una nota, mai una sospensione o un provvedimento disciplinare». Un ragazzino «dalla faccia pulita», come racconta il meccanico che ha «preparato» la sua Aixam Gto Emotion nera.

L’altro, invece, il 16enne che ha sferrato i calci e le bastonate alle sei vittime delle aggressioni, avrebbe una storia più complicata, segnata da un lutto in famiglia. «A scuola spesso era assente. Alla fine dello scorso anno ha mollato le lezioni». C’è poi il prof di filosofia che racconta dello sguardo assente di Andrea nell’ultima settimana: «Sembrava smarrito, forse per ciò che portava dentro». La mamma del più piccolo è disperata. Ripete che il figlio non è il delinquente dipinto dai giornali, che la loro è stata una ragazzata: «Mio figlio dovrà assumersi le sue responsabilità, ma non è un mostro. Vorrei parlare con la mamma di Davide Iacopini e chiederle scusa. Quella minicar non è nostra, non possiamo permettercela, ma ricchi o poveri non ti salvi da quel che la vita ti sbatte in faccia. Mio figlio era su quell’auto, da martedì notte purtroppo lo so e ora dobbiamo farci i conti. Con la madre di Andrea siamo andate in caserma, siamo state noi a fargli ammettere tutto. Ho passato la notte a parlargli, a capire. Mi ha spiegato che non volevano dare nessuna bastonata, che doveva essere uno scherzo. Spaventare i passanti e basta. Non dovevano farli quegli scherzi, ma in quel momento non hanno capito che fosse grave. Dopo aver saputo cos’era successo si sono terrorizzati. Adesso mio figlio piange in continuazione. Mi ha detto che ha sognato quel ragazzo, Iacopini, e sua madre». Terrorizzati per quello che hanno fatto si, ma non abbastanza per presentarsi dai carabinieri che li hanno cercati per dieci giorni, fino al ritrovamento della macchinina sotto casa del 17enne. Davanti al pm non hanno potuto fare altro che ammettere le loro colpe. «Era solo un modo per festeggiare il suo compleanno», dichiara Andrea. «Ci stavamo divertendo, non pensavamo che quel signore si fosse fatto male». Quell’uomo al quale il 16enne ha fatto perdere l’equilibrio dandogli una spinta, l’attore Davide Iacopini, è sempre ricoverato in coma farmacologico dopo aver subìto due interventi neurochirurgici. «I suoi parametri sono stabili - spiegano dall’ospedale - e la situazione appare in miglioramento. Prosegue la riduzione della sedazione finalizzata al risveglio. La prognosi resta riservata». Il fascicolo relativo al tentato omicidio e alle lesioni, che potrebbero essere rubricate in altrettanti tentati omicidi, è stato inviato al Tribunale dei Minori che dovrà decidere quali misure adottare per i due ragazzini. Intanto sono stati sequestrati i loro telefoni e quelli dei genitori. Gli accertamenti si concentreranno su chat ed eventuali foto o video che possano documentare le aggressioni.