Quello di Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni morto lo scorso febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli a seguito del trapianto di un cuore danneggiato, potrebbe non essere un caso isolato. Lo rivela all’Ansa l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo, che lo scorso 28 aprile ha partecipato a Palazzo Madama (Roma) al convegno “Il dono della vita nel sistema trapiantologico”, organizzato dall’Aido (Associazione italiana per la donazione di organi) e promosso dai senatori Elena Murelli e Filippo Melchiorre con il patrocinio del Senato della Repubblica.
“Altri casi di organi congelati”
La notizia, appresa solo oggi, è emersa durante l’intervento dei rappresentanti della compagnia aerea Avionord, con basi a Milano, Roma e Bergamo, che si occupa anche del trasporto di organi. Nella fattispecie, i vertici di Avionord hanno segnalato altri casi in cui l’organo da trapiantare sarebbe risultato compromesso a causa delle temperature troppo basse raggiunte durante il trasporto da un ospedale all’altro. In particolare, è stata mostrata la foto di un rene arrivato a destinazione completamente congelato a causa dell’utilizzo di ghiaccio a una temperatura di circa -40°C. L’incontro è stato anche un’occasione per fare il punto sulle modalità di trasporto degli organi, mettendo in luce alcune criticità rispetto alle tipologie di contenitori utilizzati: dalle scatole di polistirolo ai frigoriferi da campeggio, fino alle tecnologie più avanzate, come le macchine da perfusione trasportabili. Queste ultime, è stato spiegato, non solo sono in grado di conservare ma anche “trattare” gli organi durante il viaggio, migliorandone le condizioni in vista del trasporto.
Le indagini sulle morte di Domenico Caliendo
Intanto prosegue l’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo. Sette medici del Monaldi, dove è avvenuto il decesso dopo due mesi di ricovero, sono indagati per omicidio colposo. Tra i sanitari attenzionati, due sono indagati anche per falso in cartella clinica poiché, secondo l’accusa, avrebbero modificato gli orari relativi al trapianto. Nel frattempo, la scorsa settimana è iniziato all’istituto di Medicina legale di Bari l’incidente probatorio sui due cuori coinvolti nel trapianto: quello deteriorato, arrivato a Napoli da Bolzano, e quello espiantato al piccolo. L’accertamento proseguirà il prossimo il 10 giugno. I periti delegati dal gip Mariano Sorrentino dovranno provare a ricostruire quanto accaduto in sala operatoria e riferire eventuali difformità rispetto alle linee guida.
In particolare, il collegio peritale dovrà verificare l’adeguatezza delle scelte adottate dall’équipe che si è occupata del trapianto e se la cardiectomia, ovvero la rimozione del cuore malato, poteva essere effettuata prima dell’arrivo del nuovo organo in sala operatoria.